Turismo e ristorazione: sono i diritti a mancare, non la voglia di lavorare

Genova -

Assistiamo con forte preoccupazione alla campagna mediatica portata avanti dai rappresentanti delle imprese del turismo e della ristorazione sulla mancanza di manodopera nel settore. Migliaia di lavoratori sono oggi stigmatizzati come "fannulloni" poiché il reddito di cittadinanza fornirebbe loro l'alibi per rifiutare molte offerte di lavoro.

Stiamo assistendo ad una guerra ideologica contro ogni forma di sostegno al reddito. Gli argomenti portati avanti dagli imprenditori di ogni livello sugli organi di stampa non sono razionali, spesso contradditori e in diversi casi dei veri e propri falsi.

L'unico elemento su cui si può concordare è che la mancanza di manodopera è un dato di fatto, peccato che sulle cause reali si stende un velo pietoso.

Nel 2018 con il rinnovo del CCNL si è aperta la strada ad una situazione che definire peggiorativa è un eufemismo: possibilità maggiore all'uso dei contratti a tempo determinato, del lavoro in somministrazione, una riduzione significativa delle ore di permesso con un sistema di maturazione iniquo e soprattutto nessun aumento salariale significativo (solo 100 euro a regime sulla durata complessiva del contratto nazionale).

Oltre alla situazione appena descritta il dato reale è che nel settore permangono fenomeni di sfruttamento tutti al di fuori della legalità. Lavoro nero e grigio, straordinari non pagati, sottoinquadramento rispetto alle mansioni sono la norma nel settore.

A queste condizioni che sono strutturali in molte imprese, non ci stupisce l'esodo di molti lavoratori o il rifiuto ad accettare le offerte di lavoro.

Come molti altri contratti nazionali quello del turismo e dei pubblici esercizi ha un regime salariale orario anche sotto gli 8 euro lordi l'ora.

La vera emergenza è questa ed è il problema salariale nel nostro paese, milioni di lavoratori sono poveri e non hanno paghe adeguate al costo della vita attuale.

Come Slang-Usb portiamo avanti una campagna per maggiori garanzie e diritti per i lavoratori del turismo e della ristorazione e per l'introduzione di un salario minimo nazionale che parta da 10 euro l'ora.

SLANG-USB Liguria

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