Riders: informativa interna SLANG USB

Nazionale -

A tutte le federazioni di USB,

la recente evoluzione della vertenza nazionale con Glovo, insieme agli accertamenti della magistratura che hanno messo in discussione il modello organizzativo fondato sul lavoro formalmente autonomo ma sostanzialmente etero-diretto, riporta con forza al centro della nostra iniziativa sindacale un punto dirimente: il riconoscimento del lavoro subordinato per le rider e i rider. Abbiamo sostenuto questo percorso negli ultimi anni in tutte le fasi processuali e abbiamo costruito assemblee territoriali a Milano, Torino, Bologna e Napoli.

Le risultanze giudiziarie confermano ciò che come organizzazione sosteniamo da tempo: il lavoro svolto sulle piattaforme digitali di consegna presenta caratteristiche evidenti di subordinazione – dall’organizzazione dei turni alla determinazione unilaterale delle condizioni economiche, fino ai sistemi di ranking e penalizzazione – che rendono non più eludibile una piena assunzione di responsabilità da parte di Glovo.

Il riconoscimento della subordinazione non è una questione meramente formale o giuridica. È il presupposto per garantire salario minimo contrattuale, coperture assicurative e previdenziali adeguate, tutela in caso di malattia e infortunio, diritti sindacali effettivi e possibilità di contrattazione collettiva reale. È, in definitiva, la condizione per restituire dignità e stabilità a migliaia di lavoratrici e lavoratori oggi esposti a precarietà e ricattabilità.

Accanto al piano strettamente contrattuale, esiste però anche un piano sociale che non possiamo eludere. Il modello delle piattaforme ha alimentato in molte realtà forme di vero e proprio caporalato metropolitano, fatto di intermediazioni opache, sfruttamento di lavoratori migranti, utilizzo distorto degli account e condizioni di lavoro che sfuggono a ogni controllo. Questo tema va assunto con determinazione non solo nell’ambito della vertenza con le aziende, ma anche nei tavoli territoriali e nazionali contro il caporalato e nelle interlocuzioni con le Procure della Repubblica. La lotta per il riconoscimento del lavoro subordinato è parte integrante di una più ampia battaglia contro lo sfruttamento e le filiere irregolari nelle aree urbane.

Alla luce di questo quadro, riteniamo necessario rilanciare con forza l’iniziativa sindacale su tutto il territorio nazionale.

  1. Agitazione territoriale e lavoro sindacale diffuso

È fondamentale che in ogni territorio il tema venga posto con forza al centro dell’agenda sindacale perché tra i lavoratori c’è alto fermento e sindacati come UGL hanno già iniziato una campagna di disinformazione per portare i rider su posizione per il lavoro autonomo. 

Va rafforzato il lavoro di organizzazione sindacale: mappatura delle presenze, contatti diretti, piano vertenziale, diffusione di informative ai lavoratori e proposte di assemblee territoriali. Si richiede pertanto di segnalare all’Esecutivo di Slang eventuali rider che contattano le nostre federazioni, così da non disperdere le forze. Nel minor tempo possibile verranno condivisi tutti i materiali informativi e le grafiche necessarie alla diffusione territoriale, così da avere uniformità anche a livello comunicativo esterno.

  1. Piano nazionale – 19 febbraio tavolo nazionale contro il caporalato - Agitazione nazionale 28 febbraio / Iniziativa nazionale a Milano – 2 marzo

Il 19 febbraio saremo presenti con questo tema al tavolo nazionale anti caporalato per articolare una segnalazione rispetto il tema delle piattaforme e del permesso di soggiorno.

Il sabato 28 febbraio, giorno della finale di Sanremo, si sta costruendo una giornata di agitazione dei rider di Glovo sui territori nei quali è già avviato l’intervento. Qualora si avessero contatti con alcuni riders si chiede di contattare l’Esecutivo di Slang così da coordinare al meglio ogni iniziativa.

Il 2 marzo si terrà a Milano un’iniziativa nazionale che dovrà rappresentare un momento di confronto con i rider, presentazione della piattaforma rivendicativa e costruzione condivisa del percorso di mobilitazione anche con ricercatori e l’avvocata Druetta che da anni è il nostro legale di riferimento nazionale sul settore.

Siamo in una fase cruciale. Le decisioni della magistratura hanno aperto uno spazio politico e sindacale che non può essere disperso, ma soprattutto di cui siamo in parte protagonisti. Sta a noi trasformare questo passaggio in un avanzamento strutturale dei diritti e in un’azione concreta di contrasto allo sfruttamento.

Con l’impegno e la determinazione di tutte e tutti possiamo aprire una nuova fase per le rider e i rider nel nostro Paese.

 

Lavoro Privato USB

Federazione del Sociale USB