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            <title>Rss Feed slang.usb.it</title>
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            <description>Le ultime notizie di slang.usb.it</description>
            <language>it-it</language>
            
                <copyright>Unione Sindacale di Base</copyright>
            
            <pubDate>Thu, 09 Jul 2026 16:47:53 +0200</pubDate>
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                        <pubDate>Tue, 08 Jul 2025 14:54:48 +0200</pubDate>
                        <title>Federculture nei musei civici di Milano! La lotta paga: tutele e circa 300 euro in più al mese per i lavoratori delle biglietterie</title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Dopo due anni di lotta serrata all’interno dei Musei Civici di Milano arrivano le certezze sull’applicazione del CCNL Federculture nel primo appalto che va in scadenza, ovvero le biglietterie.<br /> <br /> Dopo l’uscita del bando non solo con l’indicazione del Federculture, ma con anche tutte le altre garanzie fondamentali che abbiamo rivendicato con scioperi e in tutti gli incontri avuti con i consiglieri e con gli Assessori alla Cultura e al Bilancio, come il giusto inquadramento, la non ribassabilità della manodopera e le clausole sociali, è stata data comunicazione ai lavoratori che quanto scritto nel bando troverà corrispondenza nel cambio appalto&nbsp;di settembre.<br /> <br /> Questo significa finalmente per una prima parte dei lavoratori dei Musei milanesi lavorare con un contratto con un salario e tutele dignitosi e l’uscita da quel contratto vergognoso che è il Multiservizi, che anche dopo il recente rinnovo in particolare nell’area metropolitana di Milano non garantisce la sussistenza, a maggior ragione quando si tratta di lavoratori che lavorano per la quasi totalità a part time involontario.<br /> <br /> Ma non è finita: continuiamo a lottare perché l’appalto delle biglietterie faccia da apripista per il cambio di contratto in tutti gli altri bandi in scadenza, a partire da quello degli operatori di sala (scadenza&nbsp;maggio 2026), consapevoli che il vero obiettivo per tutto il comparto in appalto nei Musei è la reinternalizazione.<br /> <br /> Seguiamo per questo da vicino i lavori delle Commissioni e del Consiglio, perché il Comune esprima in modo chiaro e inequivocabile la propria volontà di archiviare il CCNL Multiservizi e applicare il Federculture a tutti gli appalti presenti nei suoi Musei (operatori di sala, abbonamento musei, infopoint, ecc…) e perché la posizione di Milano, seguendo Verona, dia un’indicazione politica netta a tutte le amministrazioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>USB Lavoro Privato - Slang USB</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 03 Jul 2025 16:36:22 +0200</pubDate>
                        <title>Emergenza caldo: per i rider di Glovo la sicurezza non è una questione stagionale, è un problema strutturale</title>
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		                        		https://slang.usb.it/leggi-notizia/emergenza-caldo-per-i-rider-di-glovo-la-sicurezza-non-e-una-questione-stagionale-e-un-problema-strutturale-1639.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni di caldo estremo, Glovo ha scelto ancora una volta la strada della monetizzazione del rischio, offrendo bonus ridicoli ai rider che scelgono di lavorare nelle ore più pericolose della giornata. È l’ennesima conferma di una multinazionale che non ha interesse a tutelare la sicurezza dei lavoratori perché non previene il rischio di incidenti e morti sul lavoro, ma “premia” chi si assume individualmente il rischio come già accade con i bonus pioggia.</p>
<p>Il problema, però, non è solo il caldo. È l’intero modello organizzativo del lavoro in Glovo a essere strutturalmente insicuro. I rider, infatti, continuano a non essere riconosciuti come lavoratori subordinati: questo significa nessun DPI fornito dall’azienda, nessun mezzo di lavoro garantito – che è a tutti gli effetti uno strumento di sicurezza – e una retribuzione troppo bassa, perché a cottimo, per permettersi un mezzo affidabile. In queste condizioni, ogni emergenza climatica – caldo, freddo, neve o pioggia – diventa un rischio concreto per l’incolumità delle lavoratrici e dei lavoratori.</p>
<p>A peggiorare la situazione, c’è il nuovo sistema di “free login” che moltiplica lo sfruttamento: sempre più rider restano in strada per ore senza ricevere consegne, quindi senza guadagnare. Questo accade mentre in alcune regioni – tra cui Piemonte, Lombardia e Emilia-Romagna – anche per il settore del fooddelivery si prevede il blocco delle attività nei giorni più caldi. Ma se l’accesso a un reddito dipende solo dal numero di consegne, bloccare il lavoro senza garantire salario significa spingere ancora più lavoratori alla fame.</p>
<p>Per USB la tutela della salute e della sicurezza non può essere scaricata ai rider o passare da bonus o incentivi: è una contraddizione continuare a parlare di tutela mentre si impongono finte partite iva o CoCoCo che negano diritti fondamentali.</p>
<p>Serve il riconoscimento della subordinazione e l’applicazione del CCNL Logistica senza alcun accordo aziendale peggiorativo, come quello Scoober siglato da cgil-cisl-uil con Just Eat. Solo così si garantisce sicurezza salariale anche nelle ore in cui è troppo rischioso lavorare, e solo così si può parlare davvero di sicurezza sul lavoro.<br /> <br /> <strong>Schiavi mai!<br /> SLANG USB</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 23 Jan 2025 14:12:16 +0100</pubDate>
                        <title>Rimini, Notte Rosa: a processo per la campagna “Mai più sfruttamento stagionale”. Solidarietà agli imputati</title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Si terrà venerdì 24 il processo che vede imputati attivisti e solidali della campagna denominata “Mai più sfruttamento stagionale”: un procedimento penale iniziato quattro anni fa, nel corso di un volantinaggio a Rimini in occasione della “Notte Rosa”; per questa iniziativa furono denunciati in tre, tra attiviste e attivisti solidali con la campagna anti sfruttamento.</p>
<p>L’evento del turismo riminese che si ripete ogni estate dal 2006, è una cartina di tornasole del modello turistico della riviera, con aperture fino a tardi di locali ed eventi diffusi su tutta la provincia che portano aumento ulteriore dello sfruttamento dei lavoratori e delle lavoratrici stagionali.</p>
<p>Dalla nascita della campagna denunciamo questo evento come emblematico dello sfruttamento in riviera, una auto-promozione fortemente voluta dalle istituzioni locali in totale accordo con il mondo dell’impresa turistico-balneare.</p>
<p>Evento che propone l’idea di un turismo armonioso e maschera le reali contraddizioni che attraversano il settore, a partire dalla condizione di chi ogni anno si trova a lavorare in nero e grigio, con bassi salari, per sempre meno settimane all’anno.</p>
<p>Questa kermesse del turismo locale è da noi sempre stata contestata con forza e ripetutamente, ed ha trovato sostegno in molti lavoratori e lavoratrici del settore che chiedono aumenti salariali, rispetto della turnazione e dei giorni di riposo, ed emersione dal grigio e dal nero.</p>
<p>Perciò esprimiamo la nostra solidarietà agli attivisti e le attiviste che affronteranno il processo questo venerdì 24 gennaio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Mai più sfruttamento stagionale / Slang-Usb</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 19 Nov 2024 11:26:14 +0100</pubDate>
                        <title>Protesta in consiglio comunale dei lavoratori dei Musei Civici di Milano: la giunta si confronta solo se obbligata</title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Lunedì 18 novembre, dopo lo sciopero del giorno prima, il sesto nell'ultimo anno, i lavoratori e le lavoratrici dei musei civici di Milano sono entrati in consiglio comunale sollevando un tema centrale: quello dei bassi salari negli appalti comunali.&nbsp;</p>
<p>Abbiamo ribadito che, se si continua ad applicare il contratto Multiservizi, l'unica cosa di cui si può vantare Milano è di essere la città simbolo dello sfruttamento.&nbsp;</p>
<p>È il momento che il comune si prenda l'impegno formale di redistribuire la ricchezza nelle mani di chi la produce, applicando il Federculture nelle prossime gare d'appalto e adeguando i salari nell'attesa.</p>
<p>Dopo innumerevoli richieste di incontro alle quali non è mai arrivata risposta, nonostante gli accordi presi a&nbsp;luglio&nbsp;con gli Assessori alla Cultura e al Bilancio per un tavolo a settembre, prendiamo atto che l'amministrazione non vuole confrontarsi con i lavoratori e che lo fa solo se obbligata dalla presenza fisica in aula dei lavoratori stessi che la contestano.</p>
<p>Siamo stati dunque ricevuti dall'assessore alla cultura Tommaso Sacchi e dal presidente e vicepresidente della commissione lavoro. Ci hanno comunicato l'impegno del Comune che avrebbe stanziato a bilancio 210.000 euro verso il rinnovo dell'appalto delle biglietterie mentre mancano ancora le conferme tecniche rispetto l'adeguamento salariale per il personale di sala.</p>
<p>Siamo pronti e pronte a presenziare, se sarà necessario, a ogni consiglio comunale fino a&nbsp;natale&nbsp;per accertarci che le tante parole degli ultimi mesi diventino fatti. Ma non è questo che vorremmo. Quello che i lavoratori chiedono con tutti i mezzi che hanno a disposizione da un anno a questa parte, sono corrette relazioni sindacali e, come è normale, partecipare ai tavoli dove si decide del loro futuro.</p>
<p>La nostra è una battaglia anzi tutto di dignità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Slang USB</strong></p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 22 Oct 2024 16:33:40 +0200</pubDate>
                        <title>Pavia: assemblea pubblica lavoratori della ristorazione in vista del tavolo istituzionale </title>
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		                        		https://slang.usb.it/leggi-notizia/pavia-assemblea-pubblica-lavoratori-della-ristorazione-in-vista-del-tavolo-istituzionale-1636.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Pavia, ore 21, sala del Broletto, Assemblea pubblica dei lavoratori della ristorazione. Circa 50 i partecipanti, un ottimo numero se si pensa che la ristorazione è un settore &quot;polverizzato&quot;, ovvero, molti addetti ma in piccoli o piccolissimi gruppi, spesso non ci si conosce nemmeno a vicenda rendendo così imprescindibile il recupero di una coscienza collettiva. La buona cara vecchia Coscienza d Classe.</p>
<p>I lavori si aprono con il commento dei dati raccolti in circa una decina di giorni attraverso la somministrazione di questionari (vedi allegato). Quasi il 73% giovani tra i 18 e i 25 anni, l'81,6% di chi ha risposto, circa 100 questionari ricevuti compilati e si andrà ancora avanti, si dichiara studente lavoratore, il 54,2% assunto con contratto a chiamata, più del 20% ha un salario sotto i 6 € LORDI, carichi di lavoro pesantissimi per poco meno della metà degli intervenuti, molestie per le lavoratrici da parte di avventori maschi che anche quando segnalate al &quot;padrone&quot; non sortiscono nessuno intervento. Per più dei 2/3 non vengono rispettati né leggi né tantomeno i contratti. Solo il 27,7% paga stipendi &quot;interamente in busta paga&quot;, quasi la metà lavora completamente a nero. A peggiorare oltemisura la situazione la quasi impossibilità di poter discutere di migliori condizioni e di possibilità di regolarizzazioni contrattuali: le risposte vanno dal &quot;non posso permettermi di più&quot; al &quot;licenziamento&quot; passando dall'aumento salariale di 1 €/h ma sempre a nero. Una situazione a dir poco drammatica.</p>
<p>In vista del tavolo istituzionale chiesto alla Giunta Comunale dall'USB che, secondo la delegazione della Giunta si dovrebbe tenere nel mese di Novembre p.v. dopo un primo incontro interlocutorio datato 02 ottobre, dovrebbe essere composto da parti sociali anche datoriali, Università, lavoratori interessati e/o altri, RadioAut e la Federazione del Sociale di USB hanno ritento opportuno indire l'assemblea oggetto di questo Comunicato.</p>
<p>Gli interventi degli esponenti di RadioAut prima e dell'USB poi avevano come obiettivo quello che deve essere l'orizzonte dell'operazione: Abbattere il sistema dello sfruttamento attraverso i canali istituzionali sfruttando le poche leve che può avere un comune supportato da altri soggetti.</p>
<p>Molti gli interventi degli stessi lavoratori ad integrazione delle proposte di carattere generale già elaborate dal Sindacato e dai lavoratori promotori dell'iniziativa.</p>
<p>L'assemblea si è chiusa con l'impegno, in brevissimo tempo, di formare una sorta di collettivo supportato dall'USB che elabori nel dettaglio le proposte da portare al tavolo e che saranno oggetto di un successivo documento che verrà condiviso ed approvato in una prossima assemblea in modo da arrivare all'apertura ufficiale del &quot;Tavolo&quot; con le proposte elaborate e deliberate dalle Lavoratrici e dai Lavoratori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'alternativa è il conflitto, unica arma a disposizione dei lavoratori sfruttati.</p>
<p><strong>Il sindacato è solo uno strumento, il protagonismo è dei lavoratori. Schiavi Mai!!!</strong></p>
<p><strong>Pavia, 21 Ottobre 2024</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 01 Oct 2024 10:53:29 +0200</pubDate>
                        <title>Rider, Slang- USB: presidio alla prima udienza contro Glovo il 3 ottobre</title>
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		                        		https://slang.usb.it/leggi-notizia/rider-slang-usb-presidio-alla-prima-udienza-contro-glovo-il-3-ottobre-1056.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<div><p>Si terrà giovedì 3 ottobre la prima udienza contro Glovo a Milano, la piattaforma che, dopo la chiusura di Uber, più di tutte ha assorbito i rider rimasti senza le entrate che da quella derivavano, allargando così la sua flotta di rider, ai quali ha abbassato ulteriormente i compensi per ordine.<br /> <br /> Il modello di Glovo è quello di tutte le aziende di Assodelivery:&nbsp;finta autonomia e rider obbligati a lavorare con la partita Iva. Questo è il modello che combattiamo tanto nelle piazze quanto nei tribunali, finché tutti i rider di tutte le piattaforme non saranno riconosciuti come lavoratori subordinati quali sono, inquadrati con il CCNL Logistica senza alcun accordo peggiorativo come Scoober.&nbsp;<br /> <br /> Non c'è altra soluzione perché a questi lavoratori siano finalmente garantite tutele quali la stabilità e la sicurezza di un compenso dignitoso, che permetta loro di lavorare senza rischiare la vita perché obbligati a correre. Tutele quali la malattia pagata, le ferie, tredicesima, quattordicesima e TFR, dispositivi di sicurezza e mezzo di lavoro a carico dell'azienda.&nbsp;<br /> <br /> Non va dimenticato che la precarietà lavorativa porta spessissimo a quella abitativa e insieme queste condizioni pregiudicano la possibilità di avere o rinnovare i documenti, in un circolo vizioso di precarietà che diventa esistenziale.<br /> <br /> Senza un contratto che realmente tuteli i diritti, senza un salario minimo che permetta di riconquistare potere d'acquisto, senza tutele per la sicurezza non c'è futuro per i rider. Per questo i rider di tutte le piattaforme saranno presenti giovedì 3 ottobre alle 9:30 al presidio per l'udienza contro Glovo in via San Barnaba 50 al Tribunale del Lavoro: una vittoria contro Glovo è una vittoria per una vita dignitosa.</p></div><div><p>&nbsp;</p></div><div class="gmail_signature"><div><p><strong>Slang USB</strong></p></div></div>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 08 Aug 2024 11:39:42 +0200</pubDate>
                        <title>La serrata dei balneari: un finto sciopero per lamentare di avere guadagnato milioni a costo zero</title>
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		                        		https://slang.usb.it/leggi-notizia/la-serrata-dei-balneari-un-finto-sciopero-per-lamentare-di-avere-guadagnato-milioni-a-costo-zero-1152.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Le associazioni datoriali degli stabilimenti balneari, capitanate da Sib-Fipe e Fiba-Confesercenti, hanno proclamato uno &quot;sciopero&quot; in data 9 agosto e il susseguirsi di altre giornate di protesta (19 e 29 agosto) per invocare l’intervento del governo Meloni in relazione all’ormai imminente applicazione della direttiva europea Bolkestein, che impone la rimessa a gara delle concessioni del demanio pubblico scadute il 31/12/2023 1.</p>
<p>In questo frangente l’Italia ha tentato di far fronte alla procedura d’infrazione aperta dall’UE con una mappatura secondo cui solo il 33% dei litorali sarebbe occupato da imprese balneari (risultato a cui si arriva però solo annoverando nelle aree costiere anche aree militari, aeroporti, parchi naturali, porti e aree industriali), tentativo che è stato rispedito al mittente con il rischio di deferimento del caso alla Corte di Giustizia di Bruxelles.2</p>
<p>La lobby balneare oggi piange miseria chiedendo indennizzi e denunciando la mancanza di chiarezza da parte della normativa mentre gode dell’appoggio diretto da parte della ministra del turismo Santanchè e si prepara a <strong>una vera e propria “serrata” strumento con la quale i padroni si sono storicamente contrapposti all'avanzata del movimento dei lavoratori</strong>.</p>
<p>Da anni L’USB attraverso la campagna Cercasi Schiavo denuncia le condizioni di lavoro del settore del turismo stagionale, dove le condizioni di sfruttamento sono generate tanto dalla povertà dei CCNL applicati quanto da una dilagante irregolarità che vede nel lavoro nero e grigio i suoi capisaldi. Una condizione intercettata anche dall’inchiesta condotta nel 2023 dall’ispettorato del lavoro nazionale che ha rilevato tassi d’irregolarità del 76%, con picchi del 95% al Sud e del 78% al Nord-Ovest<strong>.</strong><strong> 3 </strong></p>
<p><strong>Lacrime di coccodrillo quelle delle aziende balneari che hanno fatto fino ad ora profitti da capogiro sulla pelle dei lavoratori e delle lavoratrici</strong>, pagando una miseria i canoni di concessione e taglieggiando ai cittadini la possibilità di godere di un bene paesaggistico pubblico; un esempio su tutti il Twiga di Briatore che nel 2024 ha pagato un canone demaniale di 22.905,65 euro a fronte di un fatturato dichiarato nel 2023 di circa 8 milioni, con dipendenti con paghe di 8 euro lordi l’ora.</p>
<p>Difronte a questa nuova &quot;trovata&quot; dei finti scioperi ribadiamo la necessità di una ripubblicizzazione del compartimento degli stabilimenti balneari, che metta al centro i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, e che componga la necessità di spiagge a libero accesso con garanzie e diritti per chi lavora nel settore. Ribadiamo, inoltre, che <strong>nei venturi bandi di gara per chi vuole operare su suolo demaniale, sia inserita la clausola dell’applicazione di un salario minimo</strong>, che costituirebbe un argine ai bassi salari e alla povertà che strutturalmente attanaglia il lavoro stagionale.</p>
<p><strong>Rimettiamo al centro l'interesse pubblico e del lavoro, in opposizione al lobbismo di una categoria che tiene in ostaggio un bene pubblico, e fa mercimonio su di esso, eludendo diritti e sottraendo garanzie.</strong></p><div><p>1 <a href="https://www.marelibero.eu/perche-stabilimenti-lidi-e-bagni-operano-illegittimamente/" target="_blank" rel="noreferrer">https://www.marelibero.eu/perche-stabilimenti-lidi-e-bagni-operano-illegittimamente/</a></p></div><div><p>2 Fonte: <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/08/07/balneari-in-cdm-nulla-sulle-concessioni-la-lobby-di-categoria-governo-non-in-grado-di-gestire-il-problema-meloni-incapace/7650822/" target="_blank" rel="noreferrer">https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/08/07/balneari-in-cdm-nulla-sulle-concessioni-la-lobby-di-categoria-governo-non-in-grado-di-gestire-il-problema-meloni-incapace/7650822/</a></p>
<p>3 <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/ispettorato-lavoro-irregolare-76percento-aziende-turismo-e-pubblici-esercizi-AEJ9TKMD" target="_blank" rel="noreferrer">https://www.ilsole24ore.com/art/ispettorato-lavoro-irregolare-76percento-aziende-turismo-e-pubblici-esercizi-AEJ9TKMD</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Coordinamento nazionale Ristorazione e Turismo – SLANG e LP</strong></p></div>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 29 Jul 2024 14:27:58 +0200</pubDate>
                        <title>Musei civici di Milano: la determinazione dei lavoratori sfonda il muro di gomma di aziende e comune </title>
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		                        		https://slang.usb.it/leggi-notizia/musei-civici-di-milano-la-determinazione-dei-lavoratori-sfonda-il-muro-di-gomma-di-aziende-e-comune-1432.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>In seguito alla quarta giornata di sciopero proclamata nell’arco di otto mesi e svariate iniziative e assemblee portate avanti, la determinazione dei lavoratori e delle lavoratrici dei musei civici di Milano ha ottenuto finalmente l’apertura del dialogo con il comune di Milano e le aziende Coopculture (con cui vi erano già stati diversi incontri) e Dussmann.</p>
<p>Le mobilitazioni hanno portato ad ottenere non uno ma ben due incontri. Il primo tavolo si è tenuto sul tema della salute e sicurezza alla presenza sia della committenza che delle aziende: la prima rappresentata dalla Direzione Cultura e Direzione Valorizzazione del patrimonio e sicurezza sedi, le seconde dai rispettivi responsabili nazionali delle relazioni sindacali di Coopculture e Dussmann.</p>
<p>Qui si è trattato di questioni di sicurezza: dal sovraffollamento delle domeniche, quelle gratuite in particolare, della necessità delle radio, delle temperature di alcune postazioni e delle tempistiche delle pause pranzo. Ci è stata richiesta una relazione dettagliata nel merito delle questioni, così da poterle affrontare e risolvere concretamente. Inoltre siamo finalmente venuti a conoscenza delle collocazioni e delle modalità di accesso dei rispettivi DVR che a breve potremo consultare direttamente sia per la sala che per la biglietteria.</p>
<p>Il secondo incontro, che si è svolto in successione, ha visto la partecipazione dell'assessore alla cultura Sacchi e l'assessore al bilancio Conte (di cui abbiamo potuto finalmente appurare l’effettiva esistenza!) e alcuni consiglieri di maggioranza. La partita qui si è giocata sulle questioni economiche e contrattuali, quindi corretto inquadramento, necessità di un superminimo per arrivare dignitosamente alla fine dell'appalto, Federculture (col giusto inquadramento) nei prossimi appalti.</p>
<p>Gli assessori sono parsi più che informati e anche consapevoli delle nostre rivendicazioni. Rispetto a queste ad avviso di Sacchi il problema maggiore è duplice: la difficoltà di trovare risorse subito e i passaggi tecnici per farlo. L'assessore, su nostra richiesta, si è reso disponibile a un nuovo incontro in settembre e ci ha chiesto di presentargli un prospetto dettagliato delle nostre richieste ma anche delle nostre proposte affinché il Comune possa da un lato reperire le risorse necessarie e dall'altro portare le aziende a fare delle concessioni.</p>
<p>La leva diretta è stata la scadenza a breve dell’appalto delle biglietterie, che - come si può immaginare - ha provocato un po’ di scompensi in assessorato, perché è chiaro che i lavoratori e le lavoratrici non sono più disposti ad accontentarsi delle promesse verbali.</p>
<p>Dobbiamo essere consapevoli che questi incontri sono il segno che mostra, forse per la prima volta in modo chiaro, che la lotta e la determinazione hanno sfondato il muro di gomma, non solo voluto da comune e aziende, ma anche dalla roccaforte dei sindacati concertativi. Non ci fermeremo fino a quando non avremo ottenuto tutte le richieste: adeguamenti salariali immediati, salute e sicurezza sui posti di lavoro e Federculture nelle prossime gare d’appalto.</p>
<p>I tavoli ora ci sono, le interlocuzioni sono aperte con tutti i soggetti in campo. Non ci sono più scuse.</p>
<p><strong>Coordinamento cultura di Slang e Lavoro privato</strong></p>
<p>Milano 27/07/24</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 12 Jul 2024 11:21:28 +0200</pubDate>
                        <title>Musei civici di Milano, Slang USB: finestra sul futuro o vetrina di precarietà? </title>
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		                        		https://slang.usb.it/leggi-notizia/musei-civici-di-milano-slang-usb-finestra-sul-futuro-o-vetrina-di-precarieta-1128.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Da ormai diversi mesi i lavoratori e le lavoratrici dei musei civici di Milano, impiegati in appalto di biglietterie e sale con contratto multiservizi, portano avanti un percorso di lotta e sciopero per rivendicare un miglioramento immediato delle proprie condizioni di lavoro e l’applicazione in prossima gara d’appalto del contratto Federculture. Dall’ultimo sciopero si è ottenuta l’apertura di un’interlocuzione con la parte datoriale in appalto mentre ancora nessuna garanzia o volontà d’incontro è giunta dal comune di Milano.</p>
<p><strong>Determinati e determinate ad essere ascoltati</strong> i lavoratori e le lavoratrici hanno indetto un’assemblea pubblica di fronte a palazzo Marino nella giornata di venerdì 12 luglio alle ore 15.00 e proseguiranno con uno sciopero congiunto di sala e biglietteria che si terrà domenica 14.</p>
<p>Mentre il sindaco Beppe Sala ad aprile definiva in apertura del salone del mobile la città di Milano come “una finestra sul futuro” ad oggi le condizioni dei lavoratori in appalto del comune sembrano parlare più di <strong>una vetrina della precarietà</strong>: le condizioni per chi lavora continuano a essere caratterizzate da un contratto errato e povero come il multiservizi, da part time involontari e condizioni di sicurezza inadeguate. Nel contempo Milano si prepara alle Olimpiadi Invernali 2026 e nel recente rinnovo Feder alberghi si utilizza proprio questo evento per giustificare le proroghe di contratti a termine superiori ai 12 mesi, una finestra sul futuro decisamente sbarrata.</p>
<p>È importante ricordare al comune di Milano che vanta di essere una città d’avanguardia dei servizi e del processo di terziarizzazione dell’economia che <strong>sono i lavoratori e le lavoratrici in appalto a garantire il diritto a centinaia di migliaia di visitatori di poter entrare nei musei e godere del patrimonio pubblico che appartiene a ciascuno di noi</strong>; lavoratori che in cambio ricevono la precarietà di un contratto povero come il Multiservizi con cui è difficile garantirsi una sopravvivenza dignitosa (elemento già sottolineato da diverse sentenze di cassazione), soprattutto in una città come Milano dove il costo della vita è altissimo.</p>
<p>Il settore della Cultura ha generato nel 2023 un fatturato di 599 milioni di euro (si parla di 11 miliardi entro 2028), cifre da capogiro che devono essere redistribuite con chi questa ricchezza la produce. <strong>La vertenza di Verona, dove proprio in questi giorni sono stati resi pubblici i nuovi bandi, ha dimostrato che con la lotta l’ottenimento del Federculture è possibile</strong>, lì dove si costruisce un’alternativa ai sindacati complici CGIL, CISL e Uil e si decide di mettere in discussione lo status quo di un settore massacrato da privatizzazioni ed esternalizzazioni.</p>
<p>Non faremo alcun passo indietro e continueremo a lottare per migliorare le condizioni di lavoro e obbligare istituzioni e datori a redistribuire la ricchezza che produciamo. Schiavi mai. Schiave mai.</p>
<p><strong>Slang USB</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 05 Jul 2024 10:56:58 +0200</pubDate>
                        <title>“Cercasi schiavo”, sabato 6 a Rimini mobilitazione nazionale lavoratrici e lavoratori del turismo. Oggi conferenza stampa ore 11.00</title>
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		                        		https://slang.usb.it/leggi-notizia/cercasi-schiavo-sabato-6-a-rimini-mobilitazione-nazionale-lavoratrici-e-lavoratori-del-turismo-oggi-conferenza-stampa-ore-1100-1060-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Una giornata di mobilitazione nazionale il 6 luglio a Rimini per portare in piazza la propria voce e rivendicare diritti e dignità, durante uno degli eventi simbolo dello sfruttamento stagionale in Riviera. L’appuntamento è domani in Piazzale Kennedy alle 18 a Rimini per la mobilitazione, oggi conferenza stampa alle 11 in Viale Italia 9/11 di fronte alla Confcommercio e delle altre organizzazioni datoriali.</p>
<p>Anche quest’anno come Slang USB abbiamo lanciato la campagna Cercasi Schiavo per denunciare le condizioni di lavoro precarie e sottopagate, presenti in tutto il Paese, all’interno della ristorazione e del turismo.</p>
<p>Lavoro nero e grigio, salari da fame, contratti che non rispecchiano orario e mansioni, carichi di lavoro usuranti e molestie di genere: questa è la quotidianità a cui sono costretti ogni giorno i lavoratori e le lavoratrici di un comparto che si regge strutturalmente su precarietà, sfruttamento e condizioni di lavoro che rasentano la schiavitù.</p>
<p>Nonostante i politici e le associazioni datoriali continuino a rappresentare la ristorazione e turismo come il fiore all’occhiello dell’economia nazionale, i controlli dell’Ispettorato del Lavoro nel settore, che da solo copre la metà dei contratti a chiamata aperti, hanno rilevato una percentuale di irregolarità del 76%.</p>
<p>Il 6 luglio a Rimini, nel corso della notte rosa, saremo ancora una volta presenti in piazza per ribadire che un’alternativa allo sfruttamento esiste e per dare un segnale di riscatto collettivo che, come giovani lavoratori e lavoratrici, sappiamo essere possibile solo nella lotta.</p>
<p><strong>Slang USB</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 04 Jul 2024 12:10:00 +0200</pubDate>
                        <title>Slang- USB: 6 luglio mobilitazione nazionale Cercasi Schiavo con i lavoratori e le lavoratrici del turismo e della ristorazione a Rimini </title>
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		                        		https://slang.usb.it/leggi-notizia/slang-usb-6-luglio-mobilitazione-nazionale-cercasi-schiavo-con-i-lavoratori-e-le-lavoratrici-del-turismo-e-della-ristorazione-a-rimini-1215.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il coordinamento dei lavoratori e delle lavoratrici del turismo lancia una giornata di mobilitazione nazionale il 6 luglio a Rimini per portare in piazza la propria voce e rivendicare diritti e dignità, durante uno degli eventi simbolo dello sfruttamento stagionale in Riviera</strong>.</p>
<p>Non sono i lavoratori o la voglia di lavorare a mancare, ma i diritti e un salario dignitoso!</p>
<p>Anche quest’anno come Slang USB abbiamo lanciato la campagna Cercasi Schiavo per denunciare le condizioni di lavoro precarie e sottopagate, presenti in tutto il Paese, all’interno della ristorazione e del turismo. <strong>Lavoro nero e grigio, salari da fame, contratti che non rispecchiano orario e mansioni, carichi di lavoro usuranti e molestie di genere: questa è la quotidianità a cui sono costretti ogni giorno i lavoratori e le lavoratrici</strong> di un comparto che si regge strutturalmente su precarietà, sfruttamento e condizioni di lavoro che rasentano la schiavitù.</p>
<p>Mentre il costo della vita continua ad aumentare, il rinnovo del contratto collettivo nazionale più rappresentativo nel settore, siglato e sbandierato da cgil-cisl-uil come una grande vittoria, prevede aumenti di appena duecento euro spalmati nell’arco dei prossimi tre anni: <strong>briciole nemmeno sufficienti a coprire l’inflazione attuale</strong>; e che, a fronte di 54 miliardi annui di profitti che il presidente di FIPE-Confcommercio Stoppani ha tenuto tanto a sottolineare essere mossi dal comparto nella ripresa post-pandemia, ne redistribuiscono appena una misera parte a chi produce realmente la ricchezza di quelle imprese.</p>
<p>Nonostante i politici e le associazioni datoriali continuino a rappresentare la ristorazione e turismo come il fiore all’occhiello dell’economia nazionale, <strong>i controlli dell’Ispettorato del Lavoro nel settore, che da solo copre la metà dei contratti a chiamata aperti, hanno rilevato una percentuale di irregolarità del 76%.</strong> Dati che inchiodano alle loro responsabilità i vari padroncini che negli ultimi anni hanno pianto lacrime di coccodrillo per la mancanza di manodopera e chi, come il governo Meloni, si è fatto rappresentante dei loro interessi di profitto, eliminando una delle poche misure come il reddito di cittadinanza che permetteva a tanti giovani, donne e lavoratori stranieri di sottrarsi a condizioni di lavoro indegne.</p>
<p>Sono proprio le categorie più fragili del nostro Paese, infatti, che tengono in piedi questo settore e che sempre più spesso decidono di fuggire all’estero o di dimettersi in cerca di condizioni migliori: sintomo di un sistema <strong>che dalle grandi catene ai piccoli proprietari batte cassa sul costo del lavoro, sfruttando anche la ricattabilità di chi ha bisogno di un permesso di soggiorno. </strong></p>
<p>Tutto ciò in un paese dove i salari non crescono da trent'anni e dove non esiste una legge sul salario minimo che costituisca un argine alla contrattazione al ribasso dei sindacati concertativi e un pavimento salariale sotto al quale nessun datore possa scendere.</p>
<p>Per quanto le Santanchè e i Briatore di turno continuino a dipingere le giovani generazioni prive di voglia di lavorare e spirito di sacrificio, al contrario<strong>, siamo proprio noi costretti in condizioni di povertà nonostante lavoriamo tutto il giorno, al ricatto di una vita precaria o a rischiare la vita lavorando spesso senza misure di sicurezza sotto datori che rimangono ancora impuniti anche quando uccidono, come per il bracciante agricolo Satnan Singh. </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Come Slang USB continuiamo la campagna di denuncia per rivendicare condizioni dignitose di lavoro, stagionale e non, e a lottare uniti e unite per informarci, difenderci dall’attacco padronale e costruire un argine allo sfruttamento. Vogliamo una legge sul salario minimo, il rispetto del giorno di riposo, di livelli, mansioni e maggiorazioni, lavoro pubblico su suolo demaniale, contrasto alle molestie di genere e salute e sicurezza sui posti di lavoro!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il 6 luglio a Rimini, nel corso della notte rosa, saremo ancora una volta presenti in piazza per ribadire che un’alternativa allo sfruttamento esiste e per dare un segnale di riscatto collettivo che, come giovani lavoratori e lavoratrici, sappiamo essere possibile solo nella lotta.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Non saremo carne da macello per i loro profitti. </strong></p>
<p><strong>Schiavi mai – schiave mai</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Slang USB</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 26 Jun 2024 12:17:19 +0200</pubDate>
                        <title>Rinnovo CCNL pubblici esercizi, ristorazione e turismo: l’aumento che non c’è! 6 luglio corteo nazionale Cercasi Schiavo a Rimini </title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>E’ stato siglato in data 5 giugno 2024 il testo d’intesa del rinnovo del contratto collettivo pubblici esercizi, della ristorazione collettiva, commerciale e del turismo condotto dai sindacati confederali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs insieme alle associazioni datoriali Fipe Confcommercio, Legacoop Produzione e Servizi, Confcooperative Lavoro e Servizi, Agci Servizi. &nbsp;</p>
<p>Questo contratto collettivo, scaduto dal 2021, è il terzo più applicato e conta più di un milione di lavoratori nel nostro paese, rappresentando uno dei settori strategici del processo terziarizzazione dell’economia italiana. L’investimento che il governo Meloni ha fatto anche concettualmente sul tema del Made in Italy, nominandovi un ministero, è solo un indicatore di un tentativo d’investimento sull’economia del turismo che ormai si afferma da decenni nel nostro paese, in risposta alla deindustrializzazione. A ribadire questo concetto interviene direttamente Stoppani, in qualità di presidente di FIPE-Confcommercio rimarcando come il settore in ripresa post pandemia muova cifre per 54 miliardi l’anno.</p>
<p>Un rinnovo giunto dopo due anni in cui i lavoratori e le lavoratrici hanno quotidianamente dovuto sorbirsi la retorica sulla mancanza di voglia di lavorare come principale causa della mancanza di mano d’opera nel settore, cui è conseguito un attacco ideologico al reddito di cittadinanza; solo nel momento in cui è stato eliminato quest’ultimo, unico argine al ricatto dei bassi salari, improvvisamente anche l’apparato padronale e dei sindacati confederali è stato obbligato a ragionare delle condizioni salariali da fame di questo comparto.</p>
<p>Il nuovo testo sancisce:</p><ul> 	<li> 	<p>l’incremento per il quarto livello di 200 euro lordi nell’arco dei prossimi tre anni divisi in cinque tranches, con adeguamenti a cascata sugli altri livelli: <strong>briciole se rapportate ai profitti delle aziende, che non sono sufficienti neanche a coprire i rincari degli ultimi tre anni</strong> e a maggior ragione non lo faranno al temine del 2027. Nei fatti l'accordo di rinnovo non prevede una tantum economica, né una tantum in welfare, a coprire il mancato rinnovo e la pesante inflazione degli ultimi 3 anni e nelle more future c'è solo un vago invito a rivedersi 6 mesi prima della scadenza contrattuale per studiare ipotetiche soluzioni in vista della prossima vacanza contrattuale. Inoltre, il povero aumento retributivo lordo vede il maggiore incremento solo a partire dal periodo settembre 2026 e dicembre 2027: un aumento retributivo decisamente diluito nel tempo.</p> 	</li> </ul><p>Da tempo l’Unione Sindacale di Base rivendica l’esigenza di un aumento di trecento euro da applicare a tutti i settori per coprire i costi dell’inflazione e il conseguente aumento del carovita. In un paese dove i salari non crescono e la contrattazione non ne difende il potere d’acquisto, la maggioranza dei lavoratori e delle lavoratrici del settore si trova inquadrata al 5 o 6 livello (banconieri, cassieri, baristi, camerieri di bar tavole calde o self service, lavoratori di catering, aiuti cucina e sale, addetti servizi mensa…) dove gli aumenti, meno consistenti, si tradurranno in paghe orarie lorde di 9,55 o 9,01 fino ai 8,38 del 7 livello; in sostanza cifre che restano povere e distanti da quei dieci euro l’ora (da applicare sui minimi tabellari) che potrebbero essere garantiti da una legge sul salario minimo.</p>
<p><strong>Le lavoratrici e i lavoratori sanno che questo rinnovo, molto atteso, sancisce l’aumento che non c’è, in un comparto che continua a essere un bacino di precarietà e sfruttamento con il ricorso strutturale a lavoro grigio, demansionamenti e che assorbe da solo quasi la metà delle posizioni aperte con contratto a chiamata</strong>.</p><ul> 	<li> 	<p>modifiche alla sanità integrativa: su questo da anni USB ribadisce la contrarietà a un istituto che gioca un ruolo fondamentale nello smantellamento della sanità pubblica; in questo caso particolare notiamo che dove prevista è anche disciplinata male. Il passaggio all'art 153 riguardo alla Cassa Sanitaria Assistenza Quadri non cambia praticamente nulla per i quadri. Il rinnovo sull'art. 186 su Fondo Est vede un piccolo contributo aggiuntivo a carico dei datori a partire dal prossimo 2027. Il problema vero rimane la scarsa copertura per gli stagionali/ determinati di almeno 3 mesi. Non cambia nulla rispetto alla versione originale, i determinati con almeno 3 mesi possono accedere a Fondo Est ma si devono pagare da soli i mesi di scopertura contrattuale. Infine c'è l'ennesimo invito a rivedersi a fine 2024 per studiare soluzioni per quei lavoratori con part-time ciclico, vedi stagionali.</p> 	</li> </ul><p>Inoltre il rinnovo sancisce che in caso di mancata iscrizione al fondo sanitario integrativo, il datore è obbligato ad inserire un elemento distinto della retribuzione di appena 16 euro che, seppure incide nel calcolo degli istituti indiretti (quali maggiorazioni orarie per straordinari) ha un impatto economico modesto: circa 0,09 centesimi di euro l’ora. Un tale e blando deterrente, in un settore già attanagliato dal lavoro grigio nel quale le ore dichiarate in busta corrispondono spesso a nemmeno il 50% di quelle effettivamente prestate, incentiva le imprese della ristorazione a non iscrivere il dipendente al fondo per risparmiare anche l’una tantum richiesta.</p><ul> 	<li> 	<p>Buone novità sui congedi parentali: <strong>ora nei periodi di congedo di paternità e di maternità si matura al 100% la quota di tredicesima e di quattordicesima</strong>. Prima la tredicesima si maturava al 20% e la quattordicesima allo 0%. Da dicembre 2027 si matureranno al 100% entrambe le quote pure durante il periodo di congedo parentale. Nulla di originale comunque, già diversi contratti collettivi erano andati a modificare questi istituti e su più breve termine.</p> 	</li> 	<li> 	<p>Violenza di genere: il rinnovo segna un avanzamento importante sul tema della violenza di genere sui luoghi di lavoro stabilendo la possibilità di un congedo più lungo per le lavoratrici vittime di violenza e riconoscendo la gravità e il carattere lesivo della dignità della persona nel caso di comportamenti abusanti reiterati ma anche di casi isolati, <strong>sancendo l’obbligo del datore che accerta il fatto a sanzionare chi lo pone in essere con espresso divieto di licenziamento per chi si trova a subirlo e denunciarlo</strong>. Rispetto il testo precedente è stato introdotto il tema importantissimo della prevenzione e della formazione, stabilendo la possibilità di avere un’ora aggiuntiva al monte orario di assemblea per mettere in campo una formazione sul tema in cui i sindacati potranno avvalersi anche di professionisti e organizzazioni esterne (centri antiviolenza). È stato anche assunto l’impegno di adottare entro tre mesi dalla firma dell’accordo un codice con le linee guide e le procedure da adottare per il contrasto alle molestie e alla violenza di genere sui luoghi di lavoro. <strong>Vigileremo perché queste posizioni non restino unicamente parole d’inchiostro ma si traducano in fatti, soprattutto in tutti quei luoghi piccoli (la maggior parte) come ristoranti e bar, ad alto rischio, dove le dipendenti restano isolate e sole, con contratti precari e un livello di ricattabilità che difficilmente troverà un salvagente nelle misure espresse da questo rinnovo.</strong></p> 	</li> </ul><p>&nbsp;</p>
<p>In conclusione questo testo sancisce scarsi o nulli miglioramenti rispetto le condizioni di centinaia di migliaia di lavoratori che quotidianamente prestano braccia e gambe ad uno dei settori ritenuti più strategici per il governo e per il futuro dell’economia italiana. <strong>In risposta a questo rinnovo contrattuale e in continuità alla campagna Cercasi Schiavo 2024, lanciata da USB e presente in ben 8 regioni, saremo in </strong><u><strong>mobilitazione il 6 Luglio a Rimini</strong></u><strong>, nel corso della Notte Rosa per portare in piazza la voce dei lavoratori e delle lavoratrici sfruttate e continuare a rivendicare salario, diritti e dignità. </strong></p><div><p><a href="https://www.confcommerciomilano.it/it/news/news/2024/news/FIPE_contratto_rinnovo_24" target="_top">https://www.confcommerciomilano.it/it/news/news/2024/news/FIPE_contratto_rinnovo_24</a></p>
<p>Dati istat 2022</p>
<p><strong>Slang USB nazionale</strong></p>
<p><strong>Lavoro Privato settore ristorazione e turismo</strong></p></div>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 24 Jun 2024 11:01:09 +0200</pubDate>
                        <title>Slang, incidente nel cantiere archeologico di Punta San Giuliano (Venezia): la certezza di tornare a casa dal lavoro non può essere una questione di fortuna</title>
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		                        		https://slang.usb.it/leggi-notizia/slang-incidente-nel-cantiere-archeologico-di-punta-san-giuliano-venezia-la-certezza-di-tornare-a-casa-dal-lavoro-non-puo-essere-una-questione-di-fortuna-1104.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Qualche giorno fa, nel cantiere archeologico di Punta San Giuliano nella laguna di Venezia, un operaio è rimasto vittima di un incidente nell’area dove stava intervenendo, causato dalla caduta di un blocco d’argilla.</p>
<p>Fortunatamente, l’incidente non è stato fatale ed ha causato <em>solo</em> il ferimento dell’uomo – dipendente di una ditta in appalto addetta, per conto della Soprintendenza, al recupero di un reperto archeologico – che è stato subito soccorso. L’operaio stava lavorando su una chiatta nell’area del cantiere <em>Veritas</em>, dove sono contestualmente in corso le operazioni di scavo per la posa sub-lagunare dell’acquedotto: un blocco di argilla si è distaccato dalla benna dell’escavatore della piattaforma ancorata di fronte a Punta San Giuliano, colpendolo alla testa e al torace.</p>
<p>Come archeologhe e archeologi ci troviamo spesso a lavorare accanto alle squadre di operai durante le attività di scavo e di indagine archeologica, ma anche sui cantieri edilizi e stradali attivi in tutta Italia. I cantieri e gli scavi archeologici rappresentano, in tal senso, un contesto particolare dove agiscono, fianco a fianco, figure professionali altamente formate accanto a squadre di operai e tecnici variamente specializzate. Nonostante le differenze di qualifiche e mansioni – e spesso anche il diverso inquadramento, poiché la professione archeologica è esercitata principalmente in regime di Partita IVA – condividiamo committenze, spazi e ambienti di lavoro, rischi professionali e i pericoli a cui si viene esposte/i. Ogni giorno assistiamo, nostro malgrado, alla puntuale disattesa delle più basilari norme di sicurezza che, nonostante i POS e i fondi stanziati in fase di gara non ribassabili, vengono poi nella realtà quotidianamente raggirate, trascurate e sacrificate in nome della rapidità di esecuzione degli interventi.</p>
<p>Il governatore del Veneto, Luca Zaia, ci tiene a ribadire che<em> </em>oggi non siamo qui a piangere l’ennesimo morto sul lavoro grazie alla tempestività degli interventi di soccorso (a cui va, ovviamente, il nostro riconoscimento). Ma tornare vivi/e a casa non può essere una questione di fortuna: non è tollerabile che, in cantieri ed aree di scavo, continuino ad accadere con tale frequenza incidenti di questo tipo, potenzialmente fatali, come è stato nei “meno fortunati” casi di San Benedetto Val di Sambro (BO) e Valfabbrica (PG) – solo per citare più recenti e noti in cui operai hanno perso la vita a causa di frane nelle aree di scavo. Il sistema degli appalti, che parcellizza e spezzetta il lavoro a livelli spesso del tutto illogici non fa che esacerbare tale situazione, moltiplicando i soggetti coinvolti, rendendo più difficili i controlli e l’individuazione delle responsabilità, creando condizioni di disparità all’interno dello stesso luogo di lavoro.</p>
<p>All’operaio ferito vanno i nostri auguri di pronta guarigione e alla sua famiglia la nostra vicinanza. Nel frattempo, continuiamo a sostenere la proposta di legge per l’istituzione del reato di omicidio sul lavoro e lesioni gravi e gravissime alle lavoratrici ed ai lavoratori, di cui abbiamo estremo bisogno.</p>
<p><strong>Slang-USB</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 22 May 2024 10:12:17 +0200</pubDate>
                        <title>Turismo, Slang-USB: riparte la campagna Cercasi Schiavo!</title>
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		                        		https://slang.usb.it/leggi-notizia/turismo-slang-usb-riparte-la-campagna-cercasi-schiavo-1019.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Rilanciamo la campagna Cercasi Schiavo: anche quest’anno per i lavoratori e le lavoratrici del turismo si riaffacciano le enormi criticità del lavoro nel settore.</p>
<p>Dopo l’abolizione del reddito di cittadinanza, voluto e applaudito dal ministero del turismo e dall’attuale governo, come una misura che avrebbe favorito le imprese nella ricerca della mano d’opera. Ci troviamo però nuovamente con la litania della mancanza del personale, con riferimento al comparto del turismo, dei pubblici esercizi e della ristorazione stagionale e no. Sappiamo bene che nel settore non mancano certo i lavoratori e le lavoratrici, quello che viene cercato dalle imprese è invece condizione di schiavitù.</p>
<p>Le città nella penisola conoscono sempre più processi di turistificazione, con la crescita degli indotti turistici, con distretti sempre più legati al lavoro nei pubblici esercizi. Il settore, al contrario di quello che affermano gli esponenti del mondo dell’impresa è sorretto da una forza lavoro giovane. Per molti lavoratori e lavoratrici è la prima esperienza di lavoro, contrassegnata da una forte emergenza salariale, con i principali CCNL applicati scaduti da anni. Inoltre, questo settore è colpito dalla piaga del lavoro nero e grigio e dalla forfetizzazione a ribasso del salario. Sovente i lavoratori e le lavoratrici non riescono, in virtù delle irregolarità e dei contratti, ad accedere agli ammortizzatori e alla disoccupazione.</p>
<p>Perciò è necessario un rilancio della battaglia sul salario, con aumenti netti in busta di almeno 300 euro e l’introduzione del salario minimo che scalzi i CCNL scaduti.&nbsp; Inoltre, pretendiamo che le retribuzioni siano tutte in busta, con la corretta applicazione dei livelli d’inquadramento, con il rispetto dei giorni di riposo, della malattia e delle maggiorazioni. Le giornate lavorative nel settore vanno ridotte, a parità di salario, troppo spesso abbiamo giornate lavorative che superano le dodici ore.</p>
<p>Necessario è contrastare le molestie sui luoghi di lavoro, in un settore dove la metà delle lavoratrici sono donne e sottoposte ad un doppio ricatto.</p>
<p>Va inoltre riformato lo strumento della NASPI, che nella forma attuale non garantisce la sostenibilità di un’occupazione stagionale, essendo calcolata sulla metà delle giornate lavorate con importanti decurtazioni salariali.</p>
<p>Nel dicembre 2023, sono inoltre scadute le concessioni sul suolo demaniale, ed è per noi necessario che si rilanci un progetto di lavoro pubblico, oltre la logica concessionaria, un lavoro pubblico e di qualità sulle spiagge, che sono bene pubblico e comune, oltre la logica del profitto.</p>
<p>SCHIAVI MAI!</p>
<p><strong>SLANG – USB / CAMPAGNA CERCASI SCHIAVO</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 30 Apr 2024 11:58:02 +0200</pubDate>
                        <title>Slang - USB solidale e complice con chi denuncia: fuori la violenza di genere dai posti di lavoro!</title>
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		                        		https://slang.usb.it/leggi-notizia/slang-usb-solidale-e-complice-con-chi-denuncia-fuori-la-violenza-di-genere-dai-posti-di-lavoro-1208.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Apprendiamo con sgomento dalla stampa l’ennesimo caso di Violenza di genere che si presenta nel settore della ristorazione, questa volta nel capoluogo Piemontese. Solidarietà e complicità con la giovanissima lavoratrice che ha scelto di denunciare anni di abuso e violenza da parte del proprio datore di lavoro, un ristoratore di 58 anni che si è approfittato della sua ricattabilità economica per costringerla in atti sempre più violenti e abusanti.</p>
<p>La rabbia che ci attraversa però non ci rende questa notizia incredibile o sorprendente, da anni denunciamo attraverso la campagna “cercasi schiavo” quello che si nasconde dietro il settore del Turismo, dove la ricattabilità economica e fragilità sociale continuano a essere gli ingredienti principali nel reclutamento della forza lavoro. La lavoratrice tramite mezzo stampa racconta infatti come per lei quel lavoro, dove veniva pagata trenta euro a servizio in nero, rappresentasse l’unica possibilità di emancipazione e di riscatto, l’unica possibilità di sopravvivenza.</p>
<p>D’altra parte, l’eliminazione del reddito di cittadinanza e la volontà politica di non introdurre un salario minimo garantito non lasciano margini di fuga dallo sfruttamento di un settore storicamente caratterizzato da lavoro nero, lavoro grigio, demansionamenti e dinamiche familistiche. Difatti è la piccola impresa famigliare la forma prevalente del comparto, un brodo di coltura per atteggiamenti paternalistici, machisti e sessisti e infine di violenza, come in questo gravissimo episodio.</p>
<p>Questa vicenda ci restituisce una fotografia spietata quanto realistica delle condizioni di ricatto che tantissime giovani donne oggi si trovano a subire nel nostro paese; il processo d’impoverimento del lavoro contribuisce direttamente a creare terreno fertile per il perpetuarsi di abusi e violenze, costituendo un doppio ricatto là dove denunciare significa anche perdere il proprio salario. Al contempo la cultura patriarcale che permea la nostra società ad ogni livello trova un riscontro ancora più violento in alcuni settori, come quello della ristorazione, dove la professionalità delle lavoratrici deve scontrarsi quotidianamente con commenti, abusi, molestie da parte di superiori, colleghi e clienti.</p>
<p>Rinnoviamo un sentimento di solidarietà e complicità per questa lavoratrice che ha avuto il coraggio di alzare la testa e denunciare la barbarie di questo sistema di sfruttamento; come Unione Sindacale di Base infatti ci troverete in prima linea per combattere ogni giorno episodi come questo, sia all’interno dei rispettivi settori, ma soprattutto con uno sguardo apposito sul tema della violenza di genere che ha trovato compimento nella rete nazionale e confederale degli <em>sportelli contro discriminazioni, molestie e violenza di genere nei luoghi di lavoro</em>, in collaborazione con rete ISIDE.</p>
<p>#schiave mai #toccaunatoccatutte</p>
<p><strong>SLANG – Unione Sindacale di Base</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 29 Apr 2024 14:38:45 +0200</pubDate>
                        <title>Scuola Emilia Romagna, USB: apprendistato in stagione per gli studenti dei licei, una vittoria per i giovani? Sarebbe meglio parlare di una vittoria delle imprese</title>
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		                        		https://slang.usb.it/leggi-notizia/scuola-emilia-romagna-usb-apprendistato-in-stagione-per-gli-studenti-dei-licei-una-vittoria-per-i-giovani-sarebbe-meglio-parlare-di-una-vittoria-delle-imprese-1517-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Sotto pressione delle sigle datoriali la regione Emilia-Romagna ha ottenuto il permesso da parte del Ministero del lavoro (tramite l’interpretazione di una circolare dell’ITL) di applicare la forma contrattuale dell’apprendistato di primo livello anche ai minorenni che frequentano i licei, per settori diversi da quelli del percorso d’istruzione.</p>
<p>L’estensione riguarda il settore turistico all’interno della stagione estiva in riviera.</p>
<p>Giova ricordare che la forma dell’apprendistato (per la qualifica e il diploma professionale) prevede una retribuzione significativamente decurtata del 50% nel primo e nel secondo anno, 65% nel terzo, fino ad un massimale del 70% nel quarto anno che si applica solo se il contratto supera i 36 mesi, questo secondo CCNL Fipe-Pubblici Esercizi, uno dei contratti maggiormente applicati nel settore, e un di monte ore non retribuite da svolgere presso l’ente formativo e l’azienda (queste ultime retribuite nella misura del 10%).</p>
<p>Il contratto d’apprendistato di primo livello può essere rinnovato fino a 48 mesi dopo la prima assunzione, realisticamente in stagione può essere prolungato per quattro anni, con quattro stagioni consecutive ed un salario significativamente decurtato. Va menzionato inoltre l’importante sgravo fiscale per le imprese che assumono con questa formula, si potrebbero in ogni caso accendere contratti determinati e indeterminati per i maggiori di 16 anni senza ricorrere alla formula dell’apprendistato.</p>
<p>In vista della stagione estiva ecco trovato quindi l'ennesimo regalo alle imprese, nascosto dietro la solita retorica che ben conosciamo sulla mancanza di voglia di rimboccarsi le maniche da parte dei giovanissimi. Una retorica fatta di illusorie esperienze da poter sfruttare negli anni successivi con qualche soldino che si può guadagnare per togliersi degli sfizi e toccare con mano la vita fuori dai banchi di scuola, che sappiamo non essere altro che la prima esperienza di sfruttamento e lavoro sottopagato per molti giovani. Stiamo parlando infatti di un settore piagato dai bassi salari, e come ci ricordano i report annuali dell’ITL, da tassi d’irregolarità che sfiorano l'80% (sul campione d’imprese ispezionate), dove le aziende non applicano nemmeno i CCNL, per altro scaduti e fermi sul lato della retribuzione da anni.</p>
<p>Vorremmo sentire la risposta dei tanti studenti e studentesse alle parole della consigliera del PD regionale Nadia Rossi, che parla di “una vittoria per i giovani” e di un approccio “al mondo del lavoro sicuro e tutelato”. Date le evidenze esprimiamo più di un dubbio e parleremmo, piuttosto, della solita vittoria delle imprese.</p>
<p><strong>USB Emilia Romagna</strong></p>
<p><strong>Slang USB Emilia Romagna</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 24 Apr 2024 14:34:13 +0200</pubDate>
                        <title>Nuova aggressione razzista ad un rider! USB il 25 aprile a fianco di chi lotta: dalla Palestina all&#039;Africa, contro le politiche imperialiste dell&#039;occidente. 25/04 h13:30 Piazza Duomo</title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<div><p>Per l'ennesima volta apprendiamo di una grave aggressione a sfondo razziale avvenuta nel comune di Milano nei confronti di un lavoratore rider.<br /> <br /> L'aggressione è avvenuta l'11 aprile 2024 in via Comasina 93 tra le ore 11:30 e le 12:00 mentre Cleo (pseudonimo) stava lavorando consegnando per la <a href="http://TAKEAWAY.COM" target="_blank" rel="noreferrer nofollow noopener">TAKEAWAY.COM</a> EXPRESS ITALY SRL (meglio conosciuta come Just Eat). Il rider&nbsp; - nostro iscritto - è stato aggredito per strada da un automobilista che, dopo averlo&nbsp;insultato urlando &quot;n*gro di merda, torna nel tuo paese&quot;, ha cercato di speronarlo. È sceso dall'auto e ha cercato un confronto fisico con il lavoratore. Successivamente, non ancora soddisfatto, l'ha minacciato di morte e&nbsp;l'ha volontariamente investito in retromarcia con la propria auto, come si può vedere nel video.<br /> <br /> Il rider ha riportato lesioni, traumi rachide dorso lombare, al gomito destro e alle dita della mano destra, oltreché la rottura della bicicletta che usa per lavorare.<br /> <br /> I pericoli per la sicurezza dei rider sono molteplici e sempre più esasperati da politiche che legittimano violenze e soprusi nei confronti sempre degli stessi soggetti, poveri e stranieri.&nbsp;</p></div><p>A ridosso del 25 aprile e del primo maggio è più che mai necessario&nbsp;prendere posizione perché queste giornate non siano solo occasioni per vuote retoriche volte a coprire politiche di saccheggio imperialialiste e guerrafondaie, fuori dal giardino d'Europa, dalla Palestina all'Africa, e di sfruttamento ed emarginazione all'interno del nostro paese, tutto a vantaggio di multinazionali e padroni che hanno gioco facile a fare profitti sulla pelle di chi è socialmente più ricattabile.</p><div><p>Sono questi momenti di lotta, per prendere coscienza ed indicare chiaramente chi è il nemico di classe.&nbsp;Per questo saremo domani 25 aprile in piazza Duomo alle 13:30 a fianco della Palestina e di tutti i popoli in lotta, fuori dal corteo istituzionale dove sfileranno uniti i responsabili delle politiche che hanno creato le condizioni in cui fatti come questo dell'11 aprile possono accadere.<br /> <br /> Pretendiamo maggiori tutele per la sicurezza dei rider: le società del food delivery e il Comune di Milano devono dare risposte immediate.<br /> Vogliamo rintracciare l'aggressore ma anche dare un segnale chiaro: siamo contro ogni forma di razzismo e stiamo&nbsp;dalle parte di tutti i lavoratori come Cleo!</p></div><div></div><div><p><strong>Slang USB</strong></p></div>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 08 Jan 2024 15:21:04 +0100</pubDate>
                        <title>Beni Culturali, USB: aperture straordinarie dei musei durante le feste, di nuovo arte e sfruttamento!</title>
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		                        		https://slang.usb.it/leggi-notizia/beni-culturali-usb-aperture-straordinarie-dei-musei-durante-le-feste-di-nuovo-arte-e-sfruttamento-1531.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Quest’anno il Ministero dei Beni Culturali ha stabilito per siti e musei statali aperture straordinarie nelle date del 25 dicembre e del 1° gennaio, allo scopo di garantire ai turisti la possibilità di accedere al patrimonio culturale.</p>
<p>Una scelta che ha coinvolto solo alcune Direzioni museali regionali e ha previsto incentivi solo per i dipendenti ministeriali, che comunque avrebbero potuto decidere se aderire o meno.</p>
<p>La stampa e i media hanno elogiato ampiamente tale progetto di “valorizzazione straordinaria”, esibendolo come un successo e riportando stime che non sono affatto rappresentative: vediamo perché. La maggior parte dei dati accorpava i numeri relativi a 25–26 dicembre, una bella trovata per mascherare il <em>flop</em> registrato dalle aperture natalizie. Nel giorno di Natale, data simbolicamente legata ai pranzi di famiglia, la maggior parte dei musei è rimasta chiusa e quei pochi aperti hanno registrato entrate irrisorie: un migliaio di ingressi al Parco del Colosseo, circa 700 tra Pompei ed Ercolano, 130 al MANN, poco più di una decina tra Castello Sforzesco e MarTa, una sola persona alla Pinacoteca Nazionale di Bologna.</p>
<p>Quest’ultima merita una menzione a parte: l’apertura di Natale è stata garantita dalla direttrice e da funzionari esterni, mentre il personale ha svolto un presidio di protesta contro le aperture stesse e l’imminente esodo dei colleghi di Ales S.p.A., trasferiti forzatamente nel polo di Firenze a partire dall’anno nuovo; il 1° gennaio l’istituto è invece rimasto chiuso.</p>
<p>Inoltre i musei e siti rimasti aperti hanno comunque offerto, in diversi casi, un servizio ridotto per mancanza di personale sufficiente a garantire l’apertura, la fruizione e tutte le attività ordinariamente attive nei musei. Di contro, i visitatori hanno pagato il biglietto d’ingresso a prezzo pieno. È questo il servizio pubblico che ci si vanta di aver offerto?</p>
<p>Di fronte a questo quadro, decisamente desolante, si aggiunge un elemento ulteriore: l’accordo nazionale avrebbe dovuto garantire, tramite l’istituzione di tavoli di trattiva decentrati, la presenza delle condizioni per le aperture tra cui anche la volontarietà dei lavoratori e delle lavoratrici in appalto. Nella maggior parte dei casi non c’è stato il tempo tecnico per svolgere questi tavoli e dove ci sono stati la scrivente O.S. ha ritenuto non ci fossero le condizioni per firmare. Denunciamo perciò che “la volontarietà” millantata dal Ministero Sangiuliano è stata una condizione cui non hanno potuto far riferimento i dipendenti esternalizzati, che sono stati impiegati dove l’adesione ministeriale è risultata tale da rendere possibile le aperture. Questa categoria di lavoratori e lavoratrici, enormemente impiegata in tutti i musei statali e parchi archeologici, è stata obbligata a lavorare senza gli incentivi previsti per i dipendenti del MIC, percependo esclusivamente le maggiorazioni ordinarie previste dai CCNL di riferimento, tra cui i più applicati sono Multiservizi e Servizi Fiduciari.</p>
<p>Con il Coordinamento dei lavoratori della Cultura in appalto e atipici, USB si era già pronunciata negativamente sulle intenzioni del Ministero: in un settore ormai dominato dalla logica degli appalti e delle esternalizzazioni, era evidente che le aperture straordinarie avrebbero reso le festività l’ennesima occasione di sfruttamento. Le denunce e il riscontro dai lavoratori non ha potuto che confermare ciò che avevamo già espresso all’interno della mobilitazione dei lavoratori in appalto dei Musei Civici di Milano, dove siamo stati protagonisti di un posizionamento pubblico contrario all’imposizione di lavorare per pochi spiccioli in più durante le festività.</p>
<p>Dati tratti dall’indagine interna condotta dall’associazione <em>Mi Riconosci? </em></p>
<p><strong>USB SLANG&nbsp; </strong></p>
<p><strong>Lavoro privato - Cultura</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 07 Dec 2023 15:54:50 +0100</pubDate>
                        <title>Napoli, Slang-USB: presentazione del manifesto per l’archeologia italiana e dello sportello sindacale di settore. Costruiamo insieme la sindacalizzazione delle professioni culturali!</title>
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		                        		https://slang.usb.it/leggi-notizia/napoli-slang-usb-presentazione-del-manifesto-per-larcheologia-italiana-e-dello-sportello-sindacale-di-settore-costruiamo-insieme-la-sindacalizzazione-delle-professioni-culturali-1558.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>In Italia una buona parte delle archeologhe/degli archeologi è impiegata in edilizia, nell’archeologia preventiva e nell’assistenza in corso d’opera sui cantieri per la realizzazione di infrastrutture e sottoservizi di utilità pubblica, su cui spesso si giocano appalti milionari. Parliamo di figure altamente qualificate, cui è richiesta una solida formazione universitaria, ma che di contro si trovano spesso a operare in condizioni di precarietà, sfruttamento e ricattabilità.</p>
<p>Chi lavora sui cantieri lo fa perlopiù a Partita IVA, attraverso collaborazioni autonome che, in molti casi, non sono frutto di una libera scelta, ma una condizione imposta dalle committenze o dai loro intermediari per poter lavorare. Viviamo un momento storico in cui, in generale, il mercato del lavoro è stato sempre più precarizzato e impoverito dal dilagare di lavoro autonomo “coatto”, in cui è negata qualsiasi possibilità di contrattazione individuale dei compensi (mantenuti volutamente bassi dalla controparte datoriale) e che, spesso, si svolge più secondo le modalità del lavoro dipendente che secondo quelle della libera professione. L’appalto delle commesse avviene spesso per affidamento diretto o su invito: ciò facilita il crearsi di clientelismi e il radicarsi di malcostumi – come<em> </em>le offerte a ribasso e la concorrenza sleale– che, in alcuni casi, consentono a realtà di vario tipo di operare a ribasso nel mercato in regime di semi-monopolio.&nbsp;</p>
<p>Le storture del sistema degli appalti, unite all’abuso di Partita IVA come strumento di precarizzazione del lavoro, si ripercuotono direttamente sulle condizioni delle collaboratrici e dei collaboratori, tra pretese di corrispondere solo metà del compenso qualora si lasci il cantiere prima di un certo orario, rifiuti di riconoscere la giornata lavorativa in caso di maltempo, richieste di seguire due o più cantieri contemporaneamente, mancata retribuzione del lavoro di redazione della documentazione da trasmettere alla Soprintendenza, inserimento di clausole intimidatorie e/o vessatorie nelle lettere d’incarico; non mancano anche fenomeni più o meno evidenti di intermediazione. Il ricorso sistematico al lavoro autonomo ha avuto inoltre l’effetto di frammentarizzare interi settori, incluso quello dell’archeologia, rendendo più difficile organizzare le lavoratrici e i lavoratori in forma collettiva.</p>
<p>È dalla necessità di affrontare tali problemi – lotta al lavoro autonomo finto/coatto, recupero dei diritti basilari, alfabetizzazione sindacale dei/delle professionisti/e – tenendo conto delle specificità del settore, che nasce la decisione di lanciare uno <strong>sportello sindacale per l’archeologia</strong>, in collaborazione tra Slang-USB e gli archeologi/le archeologhe di <em>Mi Riconosci?</em></p>
<p>Riprendiamo così il percorso avviato con la vertenza di Niccolò Daviddi contro la società Archeodomus, per vedersi riconosciuto lo <em>status</em> di lavoratore subordinato e, di conseguenza, il diritto a un licenziamento formale (e non il semplice “essere lasciato a casa”), alle differenze retributive e contributive, alla regolarizzazione di un rapporto di lavoro che nei fatti era eterodiretto ed eteroorganizzato. Rilanciamo anche quanto espresso nel<a href="https://www.miriconosci.it/archeologia-italiana-punto-non-ritorno/:~:text=UN%20MANIFESTO%20Siamo%20archeologhe%20e%20archeologi%20italiani%20e,su%20giornali%20e%20TV%20con%20le%20sue%20%E2%80%259" target="_top"><u> </u><u>Manifesto per l’archeologia italiana</u></a> del 2022: abbiamo bisogno di <em>un'altra </em>archeologia, se vogliamo che la professione sopravviva in maniera sostenibile innanzitutto per chi la esercita.</p>
<p><strong>Vi aspettiamo quindi il 13 dicembre 2023 a Napoli, dalle ore 17:00, presso il laboratorio “Zero 81” (</strong>Largo Banchi Nuovi 10): rompiamo l’isolamento e costruiamo insieme la sindacalizzazione delle professioni culturali!</p>
<p>Il manifesto si può leggere qui: <u><a href="https://www.miriconosci.it/archeologia-italiana-punto-non-ritorno/" target="_top">https://www.miriconosci.it/archeologia-italiana-punto-non-ritorno/</a></u>. Lo sportello, che si propone di fornire in modalità online supporto sindacale e assistenza legale, è invece già contattabile all’indirizzo e-mail <u><a href="mailto:sportelloarcheologico@gmail.com" target="_top"><strong>sportelloarcheologico@gmail.com</strong></a></u>.&nbsp;</p>
<p>Uniti/e si vince!</p>
<p><strong>Slang-USB&nbsp;</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 05 Dec 2023 11:00:09 +0100</pubDate>
                        <title>Musei Civici di Milano, USB: i lavoratori irrompono nel consiglio comunale, non siamo lavoratori di serie b!</title>
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		                        		https://slang.usb.it/leggi-notizia/musei-civici-di-milano-usb-i-lavoratori-irrompono-nel-consiglio-comunale-non-siamo-lavoratori-di-serie-b-1104-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<div><p>I lavoratori dei musei civici, dopo mesi di richieste d'incontro e due scioperi, hanno fatto irruzione oggi nella seduta del consiglio comunale per pretendere&nbsp; ascolto dal Comune di Milano.</p></div><div><p>Non è ragionevole che in una città che si vanta di essere la capitale dei servizi, il comune si volti dall'altra parte quando si tratta di garantire i diritti dei lavoratori che quei servizi li&nbsp; forniscono, proprio in un settore come quello della Cultura che è in dialogo con tutta la cittadinanza.</p></div><div><p>Alcuni consiglieri della maggioranza, a seguito della protesta in aula, si sono resi disponibili per un incontro a margine del consiglio. A questo incontro delegati USB hanno nuovamente fatto il quadro della loro situazione lavorativa: dalle vicende dell'ultimo cambio di appalto, dal contratto che non è quello del settore, dai salari da fame, alla condotta fortemente intimidatoria delle aziende nei confronti dei lavoratori iscritti a USB.</p></div><div><p>I Consiglieri ci hanno comunicato il loro impegno a far sedere USB al tavolo di trattativa con Comune e aziende e farsi tramite dei problemi evidenziati dai lavoratori. Attendiamo che le parole diventino fatti questa volta.</p></div><div><p>Se questo è finalmente un primo riscontro ottenuto con la lotta, non è però ancora il tavolo a cui sia presente l'assessore alla cultura e le aziende, perché sia riconosciuto il giusto inquadramento e ci sia un accordo per l'applicazione del CCNL Federculture in tutti i bandi del settore.</p></div><div><p>Chiediamo al comune di Milano di smettere di essere connivente con un sistema di appalti a ribasso&nbsp; che genera solo sfruttamento e precarietà e formalizzare l'apertura di un tavolo di trattativa che rimetta al centro il tema delle condizioni di lavoro.</p></div><div><p><strong>USB SLANG </strong></p>
<p><strong>Federazione di Milano</strong></p></div>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Sun, 03 Dec 2023 18:30:42 +0100</pubDate>
                        <title>Museo del Novecento o museo dei novecento euro al mese? Occupato l’atrio dai lavoratori dei Musei Civici di Milano</title>
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Oggi&nbsp;i lavoratori dei Musei Civici di Milano in sciopero hanno occupato incatenati l'atrio del Museo del 900.&nbsp;</p>
<p>Le catene della precarietà non costringono solo la realtà lavorativa con contratti precari, ma l'intera vita: uno stipendio di&nbsp;7-8-900&nbsp;euro, turni di lavoro che tengono in ostaggio la possibilità di gestire il tempo fuori da lavoro, non permettono di vivere una vita dignitosa, né da un punto di vista materiale (come si paga un affitto a Milano con questi salari? Come si mantiene una famiglia?) né esistenziale.&nbsp;</p>
<p>La solidarietà dei lavoratori comunali, venuti a volantinare con i lavoratori in appalto è un segnale forte e importante della compattezza dei lavoratori nel rivendicare le giuste condizioni lavorative, partendo da un accordo vincolante che preveda l'applicazione del CCNL Federculture per chi è in appalto e l'inquadramento da subito nel giusto livello, il 3° impiegati e non il 2° operai (come è anche scritto tra le righe della sentenza del TAR di mercoledì 30 novembre). Un passaggio necessario per andare verso la reinternalizzazione di tutti i lavoratori impiegati nei siti pubblici.&nbsp;</p>
<p>Ribadiamo la necessità di un confronto al più presto con aziende e Comune. Dopo le parole serve un segnale concreto che sblocchi la situazione lavorativa stagnante dei dipendenti dei Musei Civici.&nbsp;</p>
<p>Lo sciopero ha causato la chiusura di diversi musei e creato disservizi con chiusure parziali in quelli maggiori, che sono presidiati anche da volontari, oltre che dai dipendenti comunali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>#SCHIAVIMAI</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 28 Nov 2023 14:02:13 +0100</pubDate>
                        <title>Precarietà, Slang- USB: estromesso dal lavoro per aver denunciato lo sfruttamento degli archeologi nei cantieri edilizi/stradali. Udienza rinviata per Niccolò, ma la lotta continua!</title>
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		                        		https://slang.usb.it/leggi-notizia/precarieta-slang-usb-estromesso-dal-lavoro-per-aver-denunciato-lo-sfruttamento-degli-archeologi-nei-cantieri-edilizi-stradali-udienza-rinviata-per-niccolo-ma-la-lotta-continua-1407.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, 28 novembre 2023, avrebbe dovuto svolgersi la prossima udienza della causa che Niccolò Daviddi, archeologo impiegato nell’assistenza in corso d’opera, ha intentato contro la società archeologica per cui lavorava, che lo ha estromesso dall’assegnazione dei cantieri come ritorsione per aver denunciato le condizioni in cui operava, fatte di precarietà, ricattabilità e finte collaborazioni autonome che mascherano lavoro dipendente con compensi bassi e senza diritti.</p>
<p>In molti/e ricorderanno questa vicenda, che la scorsa estate è stata al centro dell’attenzione mediatica.</p>
<p>Purtroppo i tempi della giustizia sono spesso lunghi e macchinosi: abbiamo infatti ricevuto notizia che, per cause di forza maggiore legate al trasferimento presso altra sede del giudice designato, l’udienza è riviata alla prossima primavera.</p>
<p>Il preavviso è stato pochissimo, la delusione e la frustrazione sono ovviamente tante. Avevamo in previsione un presidio di solidarietà nei pressi del tribunale, le testimoni convocate erano pronte a raggiungere Roma per poter essere ascoltate con spese di viaggio già pagate, molti/e di noi avevano preso giorni di permesso a lavoro e si erano organizzati/e con gli spostamenti per poter essere presenti.</p>
<p>Ma non molleremo e non ci faremo abbattere da questo rallentamento.</p>
<p>Quella di Niccolò è una lotta di fondamentale importanza per il recupero e il riconoscimento di diritti basilari, per la dignità del lavoro, per il rispetto di chi lo esercita. Una lotta che ci riguarda tutti/e e che continueremo a portare avanti con più forza e più determinazione di prima.</p>
<p>Vi terremo aggiornati/e sulla vicenda e vi daremo informazioni sulla nuova data dell’udienza non appena ne avremo. Ci mobiliteremo ancora e ci faremo trovare pronti/e ai nostri posti!</p>
<p>Nel frattempo continuiamo a batterci per condizioni dignitose, paghe eque, giusto contratto e corretto inquadramento del rapporto lavorativo per tutti/e i lavoratori/le lavoratrici della Cultura; dagli appalti alle Partite IVA, dai musei ai cantieri edilizi.</p>
<p>Siamo tutti/e Niccolò!</p>
<p><strong>Slang-USB</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 24 Nov 2023 15:00:51 +0100</pubDate>
                        <title>Forum Internazionale del Turismo, Slang-Usb: il grande assente è il lavoro!</title>
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		                        		https://slang.usb.it/leggi-notizia/forum-internazionale-del-turismo-slang-usb-il-grande-assente-e-il-lavoro-1505.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<div class="gmail-x11i5rnm gmail-xat24cr gmail-x1mh8g0r gmail-x1vvkbs gmail-xtlvy1s gmail-x126k92a"><div><p>Si svolgerà nei giorni 24 e 25 novembre il Forum internazionale del turismo convocato dalla ministra Santanchè. Il grande assente ci pare essere proprio il mondo del lavoro che è alla base della ricchezza e strutturalità crescente del settore per l’economia nazionale.</p></div><div><p>Coi principali CCNL di settore scaduti (Federalberghi 2018, Fipe – Confcommercio 2021), con tabellari, bassissimi, al palo da anni, a dispetto della crescente spinta inflattiva.</p></div></div><div class="gmail-x11i5rnm gmail-xat24cr gmail-x1mh8g0r gmail-x1vvkbs gmail-xtlvy1s gmail-x126k92a"><div><p>Fummo convocati come Slang-USB al tavolo ministeriale sul turismo, in cui denunciammo il grave stato in cui versa il settore, dal punto di vista dei diritti del lavoro: sommerso (nero e grigio), bassi salari (CCNL scaduti), e ammortizzatori insufficienti (Naspi).</p></div><div><p>Le priorità da noi evidenziate sono in primis gli aumenti salariali a partire dall’introduzione del salario minimo, la necessità di potenziare gli istituti di sorveglianza sul settore (ITL) e la riforma degli ammortizzatori in senso migliorativo, rispetto all’attuale Naspi.</p></div></div><div class="gmail-x11i5rnm gmail-xat24cr gmail-x1mh8g0r gmail-x1vvkbs gmail-xtlvy1s gmail-x126k92a"><div><p>Inoltre, crediamo prioritario pubblicizzare il sotto comparto del lavoro negli stabilimenti balneari, a partire dalla destagionalizzazione della forza lavoro, in contrapposizione alla logica perversa della concessione considerata ad oggi lo strumento in prima istanza nella gestione del suolo demaniale marittimo, fluviale e lagunare.</p></div></div><div class="gmail-x11i5rnm gmail-xat24cr gmail-x1mh8g0r gmail-x1vvkbs gmail-xtlvy1s gmail-x126k92a"><div><p>Mai più sfruttamento stagionale</p></div><div><p><strong>Slang-Usb </strong></p></div></div>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 22 Nov 2023 16:06:36 +0100</pubDate>
                        <title>Reinternalizzazioni, contratto Federculture, stop al lavoro autonomo finto e coatto, lotta al volontariato: presentata a Milano la piattaforma rivendicativa USB per il settore Cultura</title>
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		                        		https://slang.usb.it/leggi-notizia/reinternalizzazioni-contratto-federculture-stop-al-lavoro-autonomo-finto-e-coatto-lotta-al-volontariato-presentata-a-milano-la-piattaforma-rivendicativa-usb-per-il-settore-cultura-1618.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Lunedì 20 novembre si è tenuta a Milano, presso il Circolo Familiare di Unità Proletaria di Viale Monza 140, la presentazione della piattaforma rivendicativa di USB per il settore della Cultura.</p>
<p>La definizione di una piattaforma unitaria da discutere pubblicamente – che tenesse insieme appalti e lavoro autonomo/atipico, ma riaffermasse anche il carattere pubblico della cultura e del nostro patrimonio – nasce dalla necessità di ricomporre la frammentazione in cui versa il mondo culturale, organizzando lavoratrici/lavoratori intorno ad obiettivi comuni. Ma anche dalla consapevolezza che occorre affrontare in maniera collettiva, risoluta e concreta i problemi che da ormai trent’anni affliggono il settore, ancora troppo poco sindacalizzato e a bassa conflittualità, spesso esaltato come “fiore all’occhiello” del Paese nei proclami della politica ma dove precarietà, sfruttamento e lavoro sottopagato sono all’ordine del giorno.&nbsp;</p>
<p>Durante l’assemblea sono intervenuti/e i delegati/le delegate e i lavoratori/le lavoratrici del settore. I Musei Civici di Verona, che grazie al percorso intrapreso con USB sono riusciti/e a ottenere dal Comune l’impegno a&nbsp; vincolare i prossimi bandi dei servizi culturali all’applicazione del contratto Federculture; ma anche i Musei Civici di Milano, che hanno denunciato ancora una volta le loro condizioni di lavoro fatte di instabilità contrattuale, paghe basse e mancato riconoscimento professionale, con l’intenzione di proseguire la lotta per ottenere miglioramenti immediati e l’inserimento del contratto di settore nel prossimo bando di gara. Importante la presenza all’assemblea di Vincenzo Lauricella dell’USB Vigilanza, che ha parlato del CCNL Servizi Fiduciari in relazione al suo dilagare negli appalti di musei e istituti culturali, in quanto utilizzato come strumento di ribasso del costo del lavoro. Si è parlato inoltre di lavoro autonomo e atipico, tema affrontato da Slang-USB nella prospettiva di sindacalizzare quelle professioni culturali costrette a collaborazioni autonome coatte che spesso mascherano lavoro dipendente privo di diritti, attraverso l’apertura di fronti di lotta e vertenze per il recupero dei diritti basilari, come sta già accadendo in archeologia.&nbsp;</p>
<p>Hanno contribuito alla discussione l’associazione <em>Mi Riconosci?</em>, che ha presentato i dati dell’ultima inchiesta sulle condizioni di lavoro nel settore culturale in Italia, l’assemblea Biennalocene delle lavoratrici e dei lavoratori della cultura di Venezia, Ullarc (Unione lavoratrici/lavoratori in architettura), AWI (Art Workers Italia), il giornalista Alessandro Mancini della testata “Senza Filtro”, l’organizzazione studentesca Cambiare Rotta e Potere al Popolo.</p>
<p>La piattaforma rivendicativa è allegata in PDF a questo comunicato ed è a disposizione di tutti/e. Verrà inoltre pubblicata su tutti i nostri canali social.&nbsp;</p>
<p>Uniti/e si vince!</p>
<p><em>Slang-USB</em></p>
<p><em>USB Lavoro Privato Coordinamento Cultura</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 15 Nov 2023 15:47:14 +0100</pubDate>
                        <title>Beni Culturali: il 20 novembre assemblea pubblica di USB a Milano per presentare la piattaforma rivendicativa di settore</title>
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		                        		https://slang.usb.it/leggi-notizia/beni-culturali-il-20-novembre-assemblea-pubblica-di-usb-a-milano-per-presentare-la-piattaforma-rivendicativa-di-settore-1551.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Alla luce degli scioperi e delle mobilitazioni che di recente hanno interessato il mondo dei Beni Culturali, che sta vivendo in questo momento una stagione di rinnovata conflittualità con l’apertura di diversi percorsi di lotta, Slang-USB e USB Lavoro Privato organizzano un incontro con lavoratrici/lavoratori e delegate/delegati del settore per parlare di contratti, condizioni di lavoro, salario e diritti.&nbsp;</p>
<p>Con l’occasione presenteremo la<strong> piattaforma rivendicativa dei lavoratori in appalto e atipici della Cultura</strong>, che ci proponiamo di discutere con i rappresentanti politici, le realtà e i professionisti interessati al fine di unire le lotte e affrontare collettivamente i problemi del settore.</p>
<p>In Italia la gestione del patrimonio pubblico è ormai in gran parte garantita tramite le esternalizzazioni dei servizi culturali a società/cooperative terze o le concessioni di spazi e attività a fondazioni private o semi-private. Sono tantissimi i musei, monumenti, siti archeologici, biblioteche, archivi e spazi espositivi funestati dal sistema degli appalti a ribasso, dove il CCNL di settore (Federculture) viene sistematicamente eluso e a lavoratrici/lavoratori sono imposti contratti poveri, in un clima di forte precarietà. Allo stesso modo, sono tantissime le professionalità che operano nel settore culturale come finte Partite IVA/ritenute d’acconto, con compensi bassi stabiliti unilateralmente dalle committenze e in condizioni di grande ricattabilità e instabilità lavorativa, a causa del dilagare di collaborazioni autonome coatte – cioè imposte dalla parte datoriale – che spesso mascherano lavoro dipendente senza diritti.</p>
<p>Per questo, <strong>il 20 novembre 2023 a partire dalle ore 15:00 terremo un’assemblea pubblica</strong> presso il Circolo Familiare di Unità Proletaria<em> </em>di Viale Monza 140 a Milano.</p>
<p>Interverranno: USB Lavoro Privato Coordinamento Cultura, Slang-USB, Vincenzo Lauricella (USB Vigilanza), delegate/delegati e lavoratrici/lavoratori in lotta dei Musei Civici di Verona e dei Musei Civici di Milano, Mi Riconosci?, Biennalocene (assemblea lavoratrici/lavoratori della Biennale di Venezia), AWI (Art Workers Italia), Alessandro Mancini (giornalista), Cambiare Rotta, Potere al Popolo Milano. La lista degli ospiti è in continuo aggiornamento.</p>
<p>Milano, 15/11/2023</p>
<p><em>Slang-USB</em></p>
<p><em>USB Lavoro Privato Coordinamento Cultura </em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 09 Nov 2023 10:40:21 +0100</pubDate>
                        <title>Rider Milano, presidio USB al tribunale del lavoro per la prima udienza contro Uber</title>
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		                        		https://slang.usb.it/leggi-notizia/rider-milano-presidio-usb-al-tribunale-del-lavoro-per-la-prima-udienza-contro-uber-1045.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Mercoledì 8 novembre c'è stato un partecipatissimo presidio davanti al Tribunale del Lavoro di Milano per la prima udienza contro Uber Flash.</p><div><p>La difesa di Uber coerentemente continua a mostrare la completa mancanza di rispetto verso i suoi lavoratori, sostenendo di non aver mai visto i rider in causa, e che dunque non hanno mai lavorato per loro. Sarà nominato un perito tecnico per analizzare i dati di connessione nella banca dati di Uber. </p><div><p>&nbsp;</p></div><div><p>Erano presenti al presidio non solo i rider che hanno lavorato per Uber Flash in regime di caporalato, come è stato ormai accertato dal Tribunale di Milano, ma anche molti rider tra le migliaia licenziati di punto in bianco con una mail a luglio quando Uber ha lasciato l'Italia.</p></div><div><p><br /> Anche con tutti loro come Slang USB ci stiamo organizzando per portare in tribunale le impugnazioni di licenziamento, perché tutti i rider abbiano la possibilità di accedere alle tutele sociali previste in caso di licenziamento e gli vengano riconosciute le differenze retributive tra quanto hanno guadagnato lavorando come autonomi e quanto invece gli spetterebbe in quanto subordinati.</p></div><div><p>&nbsp;</p></div><div><p><strong>Slang USB&nbsp;</strong></p></div></div>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 06 Nov 2023 15:00:54 +0100</pubDate>
                        <title>Siamo tutti Niccolò, escluso dal lavoro per aver denunciato le condizioni di lavoro degli archeologi: presidio al Tribunale Civile di Roma il 28 novembre</title>
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		                        		https://slang.usb.it/leggi-notizia/siamo-tutti-niccolo-escluso-dal-lavoro-per-aver-denunciato-le-condizioni-di-lavoro-degli-archeologi-presidio-al-tribunale-civile-di-roma-il-28-novembre-1502.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Prosegue la vicenda di Niccolò Daviddi, l’archeologo che nell’estate del 2022 è stato protagonista di una ritorsione da parte dell’impresa archeologica con cui collaborava, che lo ha di fatto escluso dal lavoro per aver denunciato pubblicamente le condizioni cui sono sottoposti molti archeologi italiani: professionisti altamente qualificati che operano sui cantieri edili e stradali per la realizzazione di infrastrutture e sottoservizi di utilità pubblica, al fine di tutelare il nostro patrimonio in un Paese dove il consumo di suolo avanza ogni giorno a ritmi insostenibili.</p>
<p>Condizioni dettate dalle committenze e/o i loro intermediari, che impongono la Partita IVA come requisito per poter lavorare, ma negano poi ai collaboratori qualsiasi possibilità di contrattazione individuale dei compensi (mantenuti bassi a causa di appalti vinti a ribasso) e spesso pretendono di impostare la prestazione secondo le modalità del lavoro dipendente. In tal modo, si garantiscono lo scarico a valle del rischio d’impresa e degli oneri contributivi e, al tempo stesso, la massima flessibilità nella gestione del rapporto di lavoro: come è accaduto nel caso di Niccolò, infatti, quest’ultimo può essere interrotto in qualsiasi momento semplicemente estromettendo il collaboratore dall’assegnazione delle commesse.</p>
<p>Questo rende l’archeologia di cantiere – dove tra l’altro si giocano appalti milionari – un settore particolarmente invivibile, in cui dilagano compensi bassi, ricattabilità, precarietà lavorativa, assenza di tutele e di conseguenza abusi più o meno diffusi; primo tra tutti, il dilagare di “finte” Partite IVA che mascherano lavoro subordinato. Il ricorso sistematico al lavoro autonomo (eludendo la contrattualizzazione) ha avuto inoltre l’effetto di frammentare il settore, rendendo difficile organizzarsi per rivendicare collettivamente i propri diritti.&nbsp;</p>
<p>Con il supporto di Slang-USB, Niccolò ha intrapreso una vertenza nei confronti della società Archeodomus S.r.l. di Roma per vedersi riconoscere lo <em>status</em> di lavoratore subordinato e, di conseguenza, il diritto a un licenziamento formale (e non il semplice “essere lasciato a casa”), alle differenze retributive e contributive secondo il CCNL di settore, alla regolarizzazione di un rapporto che nei fatti era etero-diretto ed etero-organizzato dall’impresa. Viviamo un momento storico in cui, in generale, il mercato del lavoro viene sempre più precarizzato e impoverito dal dilagare di lavoro autonomo finto e coatto. Ma com’è noto, per il principio dell’indisponibilità contrattuale non basta indicare un lavoratore come autonomo affinché sia qualificato come tale: sono le effettive modalità di svolgimento della prestazione a determinare la sussistenza (o meno) di autonomia e, quindi, a stabilire la natura del rapporto di lavoro.&nbsp;</p>
<p>Per queste ragioni, <strong>il 28 novembre dalle ore 11:00 saremo in presidio presso il Tribunale Civile di Roma</strong> in occasione della seconda udienza della causa legale, insieme al movimento <em>Mi Riconosci? </em>e ad altre realtà partecipi. In solidarietà a Niccolò e a tutti gli archeologi che subiscono quotidianamente gli stessi trattamenti, a causa di un sistema distorto e del tutto deregolamentato dove le imprese fanno cartello e monopolizzano a ribasso il mercato, e dove spesso ci si ritrova isolati.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 21 Sep 2023 10:34:33 +0200</pubDate>
                        <title>Rider in corteo a Milano, verso un autunno di lotte nelle piazze e nei tribunali per il giusto contratto</title>
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		                        		https://slang.usb.it/leggi-notizia/rider-in-corteo-a-milano-verso-un-autunno-di-lotte-nelle-piazze-e-nei-tribunali-per-il-giusto-contratto-1036.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Mercoledì 20 settembre&nbsp;giornata di mobilitazione dei rider: corteo per le strade di Milano, dopo l'assemblea tenuta in Martesana, per gridare alla città la rabbia in un momento in cui si trovano ulteriormente sotto attacco delle multinazionali del delivery.</p>
<p>Di fronte alla chiusura di Uber, che dall'oggi&nbsp;al&nbsp;domani ha lasciato senza lavoro circa 8 mila rider, che si sono ritrovati senza alcuna tutela sociale, e al taglio della tariffa base di un ordine di Glovo, che rende le condizioni di lavoro già di ipersfruttamento ancora peggiori, i rider alzano la testa.</p>
<p>Dopo gli scioperi spontanei del weekend, continuiamo ad organizzarci per un autunno di lotte, per rivendicare l'applicazione del giusto contratto per tutte le aziende di delivery, dalle più grandi alle più piccole, ovvero il ccnl logistica, senza alcun accordo peggiorativo come Scoober.</p>
<p>Siamo pronti a lottare nelle piazze e nei tribunali perché finalmente vengano rispettati i diritti di tutti i lavoratori di questo settore.</p>
<p>Schiavi mai!</p>
<p><strong>Slang USB</strong></p>
<p>Milano 21/9/23</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 19 Sep 2023 19:54:24 +0200</pubDate>
                        <title>L&#039;assemblea dei riders a Milano contro lo sfruttamento di 1,12 euro a consegna! </title>
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		                        		https://slang.usb.it/leggi-notizia/mercoledi-20-assemblea-riders-a-milano-contro-lo-sfruttamento-112-euro-a-consegna-1955.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description>Appuntamento in Anfiteatro Martesana alle ore 15 </description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Chiamiamo un'assemblea per mobilitarci contro i licenziamenti di Uber Eats e contro lo sfruttamento delle piattaforme di delivery. Nonostante leggi e sentenze queste imprese continuano a sfruttare sistematicamente i riders obbligandoli a lavorare in condizioni di lavoro non sicure, con falsi contratti di lavoro autonomo&nbsp;e paghe a cottimo da miseria.</p>
<p>Di&nbsp;luglio&nbsp;il licenziamento di 8.000 riders di Uber Eats che ora si trovano senza lavoro, senza disoccupazione e con il rischio di perdere il permesso di soggiorno. Completa il quadro il motivo della chiusura dell'azienda, dichiarato apertamente dal rappresentante di Uber in audizione in Regione Lombardia, ossia i disattesi profitti, non alti come speravano. Ciò tradotto significa che non sono riusciti a sfruttare i lavoratori quanto avrebbero voluto.</p>
<p>Questo è un pericoloso atteggiamento che potrebbe facilmente in futuro essere replicato da altre compagnie di delivery. Infatti vediamo già i primi segnali: a causa dell'enorme mole di rider che si è riversata sulle altre piattaforme dopo il massiccio licenziamento da parte di Uber, Glovo ha ridotto ulteriormente la paga portando la tariffa base di un ordine a 1,12 euro.</p>
<p class="text-center">BASTA CAMPO LIBERO A QUESTI PREDATORI DEL MERCATO</p>
<p class="text-center">CI MOBILITIAMO PER UN LAVORO TUTELATO, PAGATO E SICURO</p>
<p><strong>Slang USB</strong></p>
<p>Milano 19/9/23</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 02 Aug 2023 14:18:19 +0200</pubDate>
                        <title>Solidarietà a lavoratori e lavoratrici dell&#039;Hotel Arizona di Bellaria: Slang USB pretende chiarezza!</title>
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		                        		https://slang.usb.it/leggi-notizia/solidarieta-a-lavoratori-e-lavoratrici-dellhotel-arizona-di-bellaria-slang-usb-pretende-chiarezza-1419.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Apprendiamo che una trentina di lavoratori dell’Hotel Arizona a Bellaria-Igea Marina (RN) hanno scioperato e si sono rifiutati di lavorare con la motivazione che l’azienda non pagava loro lo stipendio da due mesi. Una vicenda grave che fa da monito a tutte le imprese che lamentano la mancanza di personale e parlano di stipendi da favola e opportunità occupazionali nel settore turistico.</p>
<p>Ci preoccupa inoltre il tono delle amministrazioni locali tutto rivolto alla riduzione del danno d’immagine causato ai turisti e al “prestigio” del turismo in Riviera, senza spendere una parola di solidarietà con i lavoratori coinvolti.</p>
<p>Sappiamo bene che l’immagine di questo settore è fotografia di un modo di fare impresa elusivo nei confronti dei diritti del lavoro, come registrato a più riprese dai report dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro.</p>
<p>Come Unione sindacale di Base ci mettiamo a disposizione dei lavoratori e delle lavoratrici senza stipendio per fargli ottenere le spettanze del loro lavoro. Pretendiamo inoltre chiarezza sulle dinamiche della crisi aziendale nell’interesse della cittadinanza tutta e di tutti i lavoratori e le lavoratrici del settore turistico.</p>
<p><strong>Slang USB Rimini</strong></p>
<p>Rimini 2 agosto 2023</p>]]></content:encoded>
			
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